Storia e spiritualità al Vinitaly: i Carmelitani Scalzi di Venezia presentano due vini a Verona

La presentazione alla tradizonale kermesse veronese nella mattinata di lunedì. Presenti due frati, evidentemente emozionati e non abituati ai flash, e il presidente della Regione Zaia

C’è anche un vino carico di storia e di spiritualità tra le star della 52esima edizione del Vinitaly, in corso a Veronafiere: è il primo vino prodotto dai Frati Carmelitani Scalzi di Venezia, presentato lunedì in anteprima al Padiglione del Consorzio Vini Venezia, alla presenza del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, del presidente del consorzio Giorgio Piazza e di due frati carmelitani, tanto felici quanto imbarazzati dai flash dei fotografi e dai fari delle telecamere.

Vini con uve delle viti recuperate in città

Loro, star per un giorno in una vita di riservatezza e preghiera, hanno realizzato vino con uve delle viti recuperate nella città di Venezia, e raccolte nel vigneto-collezione della biodiversità nel brolo del convento veneziano, che raccontano le origini mercantili della città: dal Raboso delle Malvasie, dalle varietà armene della Marzemina, dal Verduzzo al Lison, ad altre varietà come la Terra Promessa. Ne sono usciti due vini pregiati, un bianco e un rosso, prodotti in 1.400 bottiglie che, con la loro storia e unicità, sfidano i "colossi" del Vinitaly. "Sono orgoglioso di voi e non sarei mancato a questa presentazione per nessun motivo al mondo - ha detto Zaia rivolgendosi ai Carmelitani - perché dentro a queste bottiglie c’è qualità, sono vini buonissimi, ma ci sono storia, identità, la spiritualità di questi straordinari frati vignaioli. Una fusione di materia e spirito di grande fascino".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Ridare vita alle tradizioni del convento

L’idea è nata per ridare vita alle attività tradizionali del convento. Era infatti usanza dei frati di autoprodursi il vino domenicale e da pasto, usando le varietà di vitigni presenti da decenni nei broli dei propri conventi. Le due bottiglie, dalla forma il più possibile vicina a quella utilizzata nel lontano passato, recano nell’etichetta due immagini dei dettagli della chiesa dei Carmelitani Scalzi di Venezia: una statua del timpano e una parte del mosaico pavimentale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Zaia: «Vicenda di Jesolo inconcepibile, certe aggregazioni sono un danno sanitario»

  • Polemiche su tre consiglieri leghisti per la richiesta del bonus Inps da 600 euro

  • Chiusura del raccordo da Venezia verso la tangenziale di Mestre

  • Noale in lutto, è morto a 29 anni il consigliere comunale Damiano Caravello

  • Noto albergatore di Jesolo muore in un incidente stradale

  • Rapina una 15enne, la minaccia con delle forbici e la molesta sessualmente: denunciato

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
VeneziaToday è in caricamento