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"Giù le fiaccole Vinyls e con loro cadono le speranze sul futuro industriale di Porto Marghera"

L'annuncio dell'abbattimento fissato per giovedì e venerdì della prossima settimana. I lavoratori: "Così si spettacolarizza quello che è un dramma"

 

I ricordi e lo sconforto degli ex lavoratori che con tutte le loro forze si erano aggrappati ad oltre 170 metri d'altezza, contro la chiusura della società e la perdita dei posti di lavoro. L'amarezza dopo anni di battaglie sospesi nel vuoto giorno e notte, anche in condizioni climatiche proibitive, alla notizia dell'abbattimento delle grandi torri dell'azienda produttrice di cloruro di polivinile e cloruro di vinile. Nicoletta Zago e Lucio Sabbadin sono il simbolo della lotta per la sopravvivenza di quelle fiaccole, che per anni hanno dato posti di lavoro sicuri, stipendi certi e garanzie di benessere a tante famiglie. Con la loro fine se ne va un pezzo della storia economica di Venezia, raccontano con tristezza i due ex lavoratori.

Ma il sindacato non ci sta. E per voce di Riccardo Colletti, segretario provinciale Filctem Cgil, sottolinea che l'abbattimento delle torri Vinyls non è altro che l'ultima fase, quella legata alle bonifiche del territorio, di un processo normale di dismissione degli impianti fermi da anni. "Se il futuro è rappresentato dalle grandi navi a Porto Marghera, ci opporremo con tutte le nostre forze - spiega Colletti - perché quello sì, significa la fine dell'industria per Venezia. Le dichiarazioni del sindaco sono sempre roboanti, bisognerà poi vedere i fatti concreti. Anche perché Brugnaro continua a paragonare Venezia a realtà come Dubai o Boston, senza pensare con intelligenza creativa a qualcosa di specifico per questa realtà così particolare. Un territorio in cui possono convivere alternative di crescita e di sviluppo, se solo la politica fosse capace di una visuale più ampia e lontana dagli appetiti di pochi"

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