Continua la protesta degli operai Vinyls. Costa: "Sono con loro"

I lavoratori di Marghera protestano: "Siamo senza soldi e nessuno ci ascolta più, nemmeno quando saliamo a 150 metri di altezza"

La protesta (Archivio)

“Vogliono spegnerci i riflettori per nascondere le loro inefficienze ed incapacità”. Dall'alto dei 150 metri della fiaccola dell'azienda che hanno occupato per protesta i lavoratori della Vinyls puntano il dito contro le istituzioni. Ad iniziare dalla "Regione Veneto che dovrebbe assieme ad altre istituzioni, la Provincia in primis, istituire tutti quei percorsi per attivare, come da tempo in Sardegna hanno già fatto, i lavori di pubblica utilità. Dopo l'incontro inconcludente di mercoledì dove chi rappresentava la Regione non sapeva se c'erano i fondi o meno, abbiamo capito purtroppo come funzionano le cose".

SENZA SOLDI - I lavoratori lo scrivono in una nota diffusa dalla Filctem Cgil di Venezia. "Siamo dispiaciuti - osservano - non abbiamo mai visto un totale disinteresse come quello di oggi, siamo sopra la fiaccola a 150 metri di altezza mentre gli altri con la pancia piena pensano già a come e dove passeranno il fine settimana". "Non abbiamo più i soldi per mangiare e per questo determinati ancor più resteremo sopra e cercheremo con tutte le nostre forze per evidenziare questo menefreghismo che ci sembra assurdo. Non sono ancora coscienti, dopo la riunione di ieri, della gravità della situazione e se la nostra azione può mettere a nudo questi problemi saremo altrettanto determinati a portala avanti. La cosa che ci rende più felici - concludono - è che molti altri colleghi si stanno unendo a noi. Questo dimostra che chi è in difficoltà si aiuta chi invece non è in difficoltà pensa agli affari suoi.

DALLA LORO PARTE - “Sono solidale con gli operai della Vinyls e arrabbiato quanto loro”. Lo ha dichiarato Paolo Costa, presidente dell'Autorità portuale di Venezia, aggiungendo, "mi preoccupa in particolare il risultato, o meglio il non risultato, raggiunto da una lunga gestione commissariale nonostante tutta l'attenzione delle Istituzioni locali e nazionali che finora non ha consentito di trovare un'adeguata soluzione". Costa ha poi però assicurato che "sebbene sia incredibile che alla fine, dopo commissariamenti e interessamenti di Ministeri, Regioni, Autorità locali, eccetera la questione sia stata scaricata sul tavolo dell'Autorità Portuale, sono pronto a prendere in mano il cerino e a tenerlo acceso, se necessario, per aiutare i lavoratori della Vynils, a patto che non si vogliano imporre soluzioni che possano danneggiare le altre attività portuali-industriali".

IN AZIONE - "La Regione sta già intervenendo sulla situazione kafkiana e inverosimile dei lavoratori della Vinyls, attraverso una quantificazione economica delle indennità che l'assessore Donazzan sta completando". E' il commento del presidente del Veneto, Luca Zaia, alla protesta dei lavoratori della Vinyls. "Ma è evidente - prosegue Zaia - che sta al governo intervenire con la massima urgenza per risolvere una situazione che si trascina da tanto, troppo tempo. Basta convenevoli e parole a effetto: chi lavora deve essere pagato, al pari di chi sta usufruendo della cassa integrazione". "Esprimo nei confronti dei lavoratori la mia solidarietà e la mia totale comprensione per una situazione assurda di cui sono vittime, anche per le esitazioni e le incertezze del governo nazionale - riprende Zaia - è davvero assurdo che questi lavoratori continuino a operare senza alcuna forma di salario o di indennità, per giunta precettati dalla Prefettura". "Esattamente come due anni fa, quando intervenimmo con una specifica indennità - aggiunge Zaia - l'assessorato regionale competente sta lavorando per quantificare la somma indispensabile a garantire un nuovo intervento a favore dei lavoratori. Ma è di tutta evidenza che deve essere il governo a farsi carico della questione nella sua interezza, risorse comprese, senza continuare a prendere in giro lavoratori che non chiedono altro che di ricevere il corrispettivo per un lavoro svolto". "Chiedo a Roma e ai ministeri competenti di battere un colpo - conclude Zaia - la questione è stata già troppo complicata da un groviglio di decisioni assurde. La famiglie dei lavoratori non mangiano parole".

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