Vinyls, decisi altri sei mesi di esercizio provvisorio e Cigs

La decisione del Tribunale di Venezia, che giovedì aveva rimandato la pronuncia, taglia a metà l'anno aggiuntivo ipotizzato la scorsa settimana

A Porto Marghera, come anche a Roma, si continua a parlare del caso Vinyls. Sei mesi di esercizio provvisorio, il rischio fallimento e la garanzia della cassaintegrazione agli operai, almeno per altri sei mesi: questa la decisione del tribunale sull’azienda chimica. Da mesi ormai la società è in crisi e tra incontri con i rappresentanti di governo e proteste sulle ciminiere i sindacati stanno lottando con le unghie e con i denti per i dipendenti.

IL LUNGO CALVARIO DELLA VINYLS

UN ANNO IN PIÙ - Il Tribunale di Venezia giovedì doveva decretare l'ultimo giorno di vita della Vinyls, ma aveva preso ancora tempo. Il ritardo per mettere la parola fine alla lunga vertenza sarebbe stato legato al tentativo di mettere in piedi un esercizio provvisorio che consentisse un altro anno di cassa integrazione e la possibilità di affidare agli operai che hanno abbandonato gli impianti di essere impiegati per lo smantellamento e le bonifiche. Nello stabilimento di Porto Torres sono rimaste varie centinaia di tonnellate di sostanze tossiche e infiammabili che da più di una settimana sono senza vigilanza, da quando gli operai hanno deciso di abbandonare gli impianti. Situazione simile anche nello stabilimento di Porto Marghera.

PARERI POSITIVI – Proprio le sigle sindacali che da mesi lottano per i lavoratori Vinyls si sono detti soddisfatti della decisione di lunedì, a patto però che le prossime settimane siano utilizzate per trovare le soluzioni e le risposte ai problemi dei lavoratori. Secondo la Filctem Cgil quella in corso a Marghera è una vera emergenza, a cui bisogna reagire con velocità e prontezza. Importante, rileva la sigla sindacale, sapere chi dovrà gestire l’esercizio provvisorio perché le esperienze maturate fino ad oggi sarebbero state negative e, conclude il sindacato, avrebbero messo i lavoratori in situazioni gravi quando a volte poteva essere evitato.

I COMMENTI - "La soluzione scelta - afferma Massimo Menegheti segretario della Femca Cisl - che se ben gestita dal neo-nominato commissario/liquidatore Mauro Pizzigati, consentirà di continuare con le operazioni di bonifica e demolizione degli impianti". La Cisl in ogni caso pone condizioni affinché l'applicazione sia perfetta: "Pizzigati - dice Menegheti - dovrà ora fare richiesta di un pari periodo di cigs per gestire questa fase e il ministero del Lavoro firmare celermente tale decreto per garantire un reddito agli oltre 200 dipendenti ancora occupati nei siti di Porto Marghera e Porto Torres". "La Regione Veneto deve attivare quelle risorse che, a titolo di 'Lavori di Pubblica Utilita'', garantiscano i dipendenti che dovranno effettuare i presidi di sicurezza agli impianti e le operazioni conseguenti e necessarie e dopo il rogito tra Oleificio Medio Piave e a Syndial, chiediamo a Omp l'avvio di un confronto per valutare i termini di applicazione dell'accordo sottoscritto in data 02/08/2012 e relativo all'assunzione degli stessi lavoratori di Vinyls". La Femca Cisl di Venezia ribadisce infine la "netta contrarietà" alla soluzione che propone il sindaco Orsoni di portare la Marittima a Porto Marghera. Un progetto nefasto, che metterebbe in discussione tutto il lavoro fatto sino ad ora per favorire la riqualificazione industriale di questa straordinaria realtà, ivi compreso il progetto di Omo".

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