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Pestaggi e "pizzo" per poter vendere souvenir al Tronchetto, nove arresti

Nel mirino della Mobile sono finiti nove commercianti di origine bengalese che avevano creato una sorta di "cartello criminale" che controllava con la violenza loro connazionali

La Squadra mobile della Questura di Venezia ha eseguito nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti commercianti del Bangladesh, titolari di botteghini di souvenir allo scalo turistico Tronchetto del Porto di Venezia, i quali avevano imposto un "pizzo" ai connazionali, pretendendo con metodi violenti la consegna di parte degli incassi.

I provvedimenti restrittivi e le perquisizioni, iniziate alle 5 del mattino, vedono impegnati oltre che agenti della Questura lagunare anche il Reparto prevenzione crimine di Padova e la Squadra mobile di Brescia. La 'mobile' ha iniziato le indagini nel 2011, dopo che avevano raccolto delle indiscrezioni in relazione a un 'cartello' da parte di un gruppo di immigrati del Bangladesh che taglieggiavano loro connazionali che avevano un'attività al Tronchetto. E' così emerso che le vittime erano costrette a pagare un pizzo di un minimo di 3mila euro settimanali a ogni commerciante. Il denaro, secondo le informazioni acquisite nelle indagine, sarebbe servito, tra l'altro, per raggiungere una somma utile per acquistare altre attività commerciali nell'isola.

Al Tronchetto sono presenti, regolarmente autorizzati con licenza comunale, una ventina di box per la rivendita di souvenir, attività commerciali un tempo gestite da veneziani, ma da alcuni anni oramai rilevate esclusivamente da cittadini bengalesi. Questa circostanza ha quindi innescato, nell'ambito dei commercianti delle dinamiche di gerarchizzazione e controllo a favore dei primi acquirenti delle licenze, i quali hanno imposto un vero e proprio 'cartello' ai connazionali subentrati successivamente.

Il contesto emerso è stato quindi messo sotto la lente d'ingrandimento dalla Squadra Mobile, che ha così riscontrato l'esistenza di un gruppo di una decina di bengalesi, i quali sistematicamente estorcevano, e in caso di rifiuto rapinavano i commercianti connazionali. Emblematiche, al riguardo, le violente aggressioni a colpi di spranga e coltellate accadute allo scalo turistico al Tronchetto il 20 agosto e 11 novembre 2012 ai danni di due giovani bengalesi, titolari di tre box di souvenir, che sono stati selvaggiamente picchiati e accoltellati, anche davanti agli occhi dei turisti.

Per evitare conseguenze giudiziarie per i crimini commessi, gli indagati hanno poi denunciato di essere stati vittime di aggressione da parte dei connazionali, venendo smentiti dalle risultanze investigative. Infatti in occasione dell'aggressione del 20 agosto 2012 ai danni dei due bengalesi, alcuni giorni dopo erano stati gli stessi estorsori a presentarsi in questura come vittime, denunciando il falso. (Ansa)

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