"Carceri disastrate", visita e appello dei sindacati di polizia

Venerdì la Uil penitenziari ha accompagnato il consigliere regionale Stefano Casali a vedere Santa Maria Maggiore: "9 aggressioni solo in luglio"

Carcere di Venezia, la situazione è al limite: lo denuncia Stefano Casali, consigliere regionale che venerdì mattina ha visitato la casa circondariale di Santa Maria Maggiore insieme ad una delegazione sindacale della Uil Penitenziari, formata da Leonardo Angiulli, Mauro Cirelli e Umberto Carrano. Una visita che più che altro è servita a rimarcare quanto già si sapeva: la struttura detentiva, edificata nel 1926 e mai ristrutturata, è fatiscente e sovraffollata. Così la convivenza tra detenuti e polizia penitenziaria al suo interno crea troppo spesso situazioni esasperanti, se non pericolose.

Il problema di questa struttura, come di molte altre in Italia, è la mancanza di fondi: "Il governo non parla mai delle criticità nazionali - attacca Casali - come l'assoluta mancanza di fondi per permettere alla polizia e ai responsabili degli istituti carcerari di garantire la sicurezza degli operatori: nel carcere di Venezia solo in luglio ci sono stati 9 poliziotti feriti e uno ha perso un dito per un morso". Il consigliere conclude rivolgendosi direttamente al premier: "Renzi, dedicati alle emergenze!".

Da tempo la Uil penitenziari lamenta le precarie condizioni in cui i colleghi sono costretti quotidianamente a lavorare: "La struttura versa in condizioni disastrose - si annuncia in un comunicato - così come il muro di cinta che delinea il perimetro dell'istituto, dichiarato in parte inagibile". E poi c'è il sovraffollamento, la scarsità di personale, le condizioni di lavoro (o di vita, per chi è detenuto) degradanti: elementi che aumentano la probabilità che si verifichino episodi di nervosismo o violenza.

"Chiediamo spiegazione sui moltissimi casi di aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria avvenuti in questi ultimi mesi - conclude Uil - È giunto il momento che il direttore dell’istituto, e il provveditore dell'amministrazione penitenziari del Triveneto, prestino maggiore attenzione alla struttura che dirigono ed al proprio personale. Auspichiamo, inoltre, che tutte le autorità preposte si adoperino quanto prima, secondo le rispettive competenze, per ripristinare le condizioni di salubrità e vivibilità del carcere veneziano".

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