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Ispettori internazionali a Conetta. Polemica sulle visite psichiatriche: "Pagate dai veneti"

Entro mercoledì dovrebbero concludersi i 66 accertamenti fisio-psicologici nei confronti degli ospiti della struttura. Centro Destra Veneto all'attacco: "E ai cittadini chi ci pensa?"

Si dovrebbero concludere entro mercoledì le visite nei confronti dei 66 migranti ospiti dell'ex base Nato di Conetta. Si tratta di accertamenti con lo psicologo dell'Ulss 3 volti a far luce su possibili problemi determinati da sovraffollamento e presenza prolungata nel compendio. Entro la giornata, o al più giovedì mattina, la Prefettura dovrebbe entrare in possesso dei risultati, avendo un resoconto delle situazioni ritenute più complesse. Si tratta di un passaggio importante, perché chi risulterà in difficoltà rientrerà all'interno dei cento trasferimenti promessi dal prefetto Carlo Boffi durante la "marcia per la dignità", di concerto con il ministero dell'Interno. Un passaggio che funzionerà anche da cartina da tornasole della qualità della vita che viene garantita nel campo, la cui popolazione mercoledì è scesa a poco più di 800 persone (si sono toccate anche 1.500 presenze nei mesi passati). 

Sopralluoghi di organizzazioni internazionali 

Ca' Corner ha preso contatti anche con le rappresentanze di alcune organizzazioni internazionali, come promesso ai "marcianti", e non è escluso che i primi sopralluoghi possano scattare entro questa settimana. Si tratta di realtà come l'Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, che già hanno facoltà di entrare nelle strutture d'accoglienza per verificare le condizioni in cui versano i richiedenti asilo. 

Centro Destra Veneto: "E ai veneti chi ci pensa?"

Intanto i consiglieri regionali di Centro Destra Veneto, Andrea Bassi e Fabiano Barbisan, attaccano l'Ulss 3, "rea" di aver messo a disposizione uno psicologo per le visite ai profughi. "La prossima follia quale sarà? - si chiedono - Il tutto viene pagato, neanche a dirlo, con i soldi dei veneti. In un territorio, tra l'altro, che presenta già delle problematiche di organico tali da rendere difficile l'erogazione dei servizi minimi a cui la popolazione locale avrebbe diritto. Un Prefetto velocissimo nel reperire alloggi per gli ultimi arrivati e ad accontentare ogni richiesta dei presunti profughi, ma assai lento a fornire i dati del numero di arrivi totali di migranti in Veneto, dell'attuale numero di ospiti nei centri di accoglienza veneti e del numero di rimpatri effettuati per coloro che si sono rivelati privi dei requisiti per rimanere nel nostro Paese: la nostra richiesta di luglio 2017 infatti giace ancora inevasa".

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