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Un visone (foto Essere animali)

Un visone (foto Essere animali)

Visoni e coronavirus, a Scorzè manifesti shock

Affissi dall'organizzazione Essere Animali alcuni manifesti per denunciare il «rischio sanitario costituito dalla presenza sul territorio di un allevamento di visoni»

L’organizzazione Essere Animali ha fatto affiggere decine di manifesti per informare i cittadini «del rischio sanitario costituito dalla presenza sul territorio di un allevamento di visoni». E molti di questi sono stati affissi anche a Scorzè, dove è presente un allevamento di visoni. 

«Non si tratta di una provocazione - commenta Simone Montuschi, presidente di Essere Animali, l’organizzazione che ha commissionato le affissioni - l’allevamento di visoni situato a Scorzè non rappresenta solo una crudeltà nei confronti degli animali, ma è anche un problema per la salute pubblica. E’ necessario chiuderlo e vietare su tutto il territorio nazionale la produzione di pellicce».

«I visono possono trasmettere il virus»

I manifesti hanno generato diverse polemiche. “Recenti programmi televisivi hanno diffuso servizi che mostrano ben 4 allevatori di visoni, sugli 8 totali ancora attivi in Italia, mentre si avvicinavano agli animali privi dei dispositivi di protezione obbligatori per legge - continua Montuschi -. Sono gli allevatori positivi al virus ad infettare i visoni, ma in alcuni Paesi è stato dimostrato come gli animali possano poi trasmettere il virus mutato agli esseri umani. Con queste premesse, riteniamo che non si possano lasciare agli allevatori aspetti così delicati, attinenti alla salute di tutta la comunità».

L'organizzazione ha scritto ai sindaci di tutti i comuni con allevamenti di visoni per chiedere loro di far pressione sul Governo affinchè «sia introdotto un divieto nazionale». Secondo l'associazione, visoni positivi al coronavirus sono stati rilevati in allevamenti situati in Olanda, Danimarca, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Italia, Grecia, Francia, Polonia e Lituania, mentre sette Paesi segnalano infezioni da coronavirus con mutazioni legate al visone in esseri umani, in Olanda, Danimarca, Svizzera, Sud Africa, Russia, Stati Uniti e Isole Faroe.

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