Cronaca

La realtà virtuale nelle Pediatrie di Ulss 3 per "distrarre" i piccoli pazienti

I visori sono stati donati all'azienda sanitaria dalla ditta Apice di Dosson di Casier (Treviso). Vengono proposti ai piccoli pazienti durante i prelievi, le iniezioni, le visite ecografiche. E ad indossarli sono anche mamma e papà

Indro è stato forse il primo giovane paziente dell'Ulss 3 a provare insieme al papà, grazie agli "occhialoni magici" introdotti in reparto, l'ebbrezza di un viaggio nella realtà virtuale. Ed è stato probabilmente il primo a verificare se davvero questa aiuti ad affrontare con più leggerezza una visita ecografica, un'iniezione, un prelievo di sangue. Una coppia di visori, del valore commerciale complessivo di circa 30mila euro, è stata donata a ciascuna delle Pediatrie dell'azienda Serenissima - Mestre, Venezia, Mirano, Dolo, Chioggia - dalla ditta Apice di Dosson di Casier (Treviso), che ha caricato i dispositivi, d'intesa con i cinque primari, con applicazioni per il coinvolgimento immersivo del paziente appositamente studiate e sviluppate. 

La realtà virtuale per i bimbi in Pediatria

Con un semplice movimento del capo, il piccolo paziente ha la possibilità di scegliere tra diversi mondi in cui immergersi; il genitore può sintonizzarsi in contemporanea al figlio con la stessa realtà virtuale, per tuffarsi in un'esperienza nuova, che possa aiutare a pensare con meno apprensione a quanto sta facendo il medico o l'infermiere.

«Quando un bambino affronta questi passaggi sanitari - spiega Maurizio Pitter, primario di Pediatria del Civile - attraversa un momento di tensione e di fastidio: da sempre noi medici e infermieri ci preoccupiamo di trovare una modalità per distrarre i piccoli pazienti in questi momenti, e da oggi ci aiuta una delle tecnologie più recenti».

Si tratta anche di una distrazione che permette di evitare che nel bambino si sedimenti un'esperienza spiacevole che può dare poi luogo ad un'ansia eccessiva per le visite future. «Questa tecnologia che ci è stata donata - ha commentato il direttore generale di Ulss 3 Edgardo Contato - è un'attrezzatura da utilizzare in un momento specifico, che riesce a distrarre i bambini da emozioni negative: la realtà virtuale aiuta i nostri specialisti a non trovarsi davanti ad un rifiuto del trattamento, e a non dover ricorrere alla sedazione farmacologica, che in un numero non irrilevante di casi finisce per essere l’unica soluzione praticabile».

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