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La Giunta autorizza l'arresto di Galan: "Nessuna persecuzione"

Arrivato il voto finale dell'assemblea: 16 a favore e 3 contrari. Ora l'attenzione si sposta sull'aula di Montecitorio. Martedì giornata cruciale

La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha approvato, a scrutinio palese a chiamata nominale, la richiesta di arresto spiccata dalla Procura di Venezia nei confronti dell'ex governatore del Veneto (e ora onorevole) Giancarlo Galan, di Forza Italia. Sedici gli onorevoli a favore (Lega Nord, Partito Democratico, Scelta Civica, Sel e Movimento Cinque Stelle) e tre i contrari, ossia i rappresentanti di Psi, Forza Italia e Nuovo Centrodestra. Il presidente dell'assemblea Ignazio La Russa, invece, non ha partecipato alle votazioni. Dopo riunioni, assemblee e conferenze stampa fiume, dunque, giovedì si è arrivati al primo punto fermo dell'iter che ora prevede il passaggio in Aula il 15 luglio prossimo. Saranno i rappresentanti di Montecitorio infatti, dopo un dibattito di tre ore, a votare sull'arresto o meno dell'esponente azzurro. Finito nel mirino dei magistrati nell'ambito dell'inchiesta Mose, che ha portato in carcere altri pezzi da novanta del mondo politico e imprenditoriale veneto (tra loro l'ex assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso). Sul voto fa capolino l'ipotesi voto segreto, chiesto da alcune parti politiche.

MOSE: TUTTI I DETTAGLI SULLO SCANDALO

I componenti della Giunta, presieduta dall'onorevole Ignazio La Russa, erano chiamati a stabilire se le indagini che hanno poi portato alla richiesta d'arresto di Galan fossero o meno caratterizzate da "fumus persecutionis".

GALAN ACCUSA: "MAGISTRATI CONTRO DI ME"

Il relatore Mariano Rabino, di Scelta Civica, del resto aveva già anticipato la sua presa di posizione in una intervista a La Stampa: "Il Giudice per le indagini preliminari fa uso di espressioni allarmanti nella descrizione di 'un sistema corruttivo diffuso e ramificato, in cui il legame tra corrotti e corruttori era talmente profondo che non sempre è stato possibile individuare il singolo atto specifico contrario ai doveri di ufficio oggetto dell'attività corruttiva', arrivando ad affermare che 'i funzionari e i politici coinvolti sono da tempo a libro paga'" - sottolinea il relatore - "la prospettazione dei fatti offerta dagli organi inquirenti nasce da iniziative investigative che sono tutt'altro che sporadiche e isolate".

In sintesi: nel documento votato dalla Giunta si autorizza l'arresto di Galan: "E' innegabile che il procedimento giudiziario sia strutturato in forma estremamente complessa ed articolata - conclude Rabino parlando al quotidiano piemontese - In altre parole può escludersi che l'inchiesta sia affetta da una manifesta infondatezza o da un distorto uso dei mezzi giudiziari così evidente da configurarsi come persecutoria".

Prima del voto finale la giunta ha anche respinto con 14 voti la richiesta di Marco Di Lello (Psi) di rimettere alla magistratura il fascicolo che riguarda Giancarlo Galan, in quanto la richiesta di custodia cautelare in carcere sarebbe superata dal dl sul risarcimento ai detenuti, che prevede, per pene inferiori ai 3 anni il ricorso ai domiciliari e non al carcere. A favore della richiesta di Di Lello si sono espressi in 4. Un astenuto. E' passata la linea secondo cui questa sarà materia dell'assemblea della Camera, anche se un gruppo di parlamentari potrebbe infatti chiedere alla presidente della Camera Laura Boldrini di valutare lo slittamento del voto. "Nella mia relazione ho precisato nelle conclusioni che è bene che la magistratura valuti, nel tempo più breve possibile, alla luce delle norme contenute nel decreto legge in via di conversione, se riformulare la richiesta di misura restrittiva in modo meno afflittiva con la custodia cautelare domiciliare", conclude il relatore Rabino.

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