Il Consiglio approva il piano sul Casinò. Brugnaro tra i fischi: "Ancora aperti all'intesa"

L'ok mercoledì mattina: 22 favorevoli, 11 contrari. Proteste di lavoratori e opposizioni. Il primo cittadino: "Vogliamo evitare gli esuberi, ma per farlo dobbiamo lavorare insieme"

È il Casinò day. Urla e proteste durante il Consiglio comunale di mercoledì mattina a Ca' Farsetti, dove è all'ordine del giorno c'era la votazione sulla delibera di riorganizzazione della Casa da gioco. Il documento alla fine è stato approvato con 22 pareri favorevoli su 33 votanti (nessun astenuto). I dipendenti sono in sciopero, per protestare di fronte alla prospettiva di possibili esuberi e del rischio di chiusura di Ca' Vendramin-Calergi. Le parti non sembrano essere mai state così distanti. L'assessore alle Partecipate, Michele Zuin, ha dichiarato che "la volontà del Comune e della Casa da gioco è di non licenziare nessuno e di non chiudere alcuna sede. Ma dipende anche dai lavoratori".

LE PROTESTE, SINDACATI CRITICI: "NO A IMPOSIZIONI"

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Apriti cielo. In aula consiliare, al primo piano di Ca' Loredan, era presente un centinaio di lavoratori del casinò che ha contestato rumorosamente le parole dell'esponente della giunta Brugnaro. L'eco dei fischi è giunto anche dal piano terra, dove molti lavoratori hanno assistito alla seduta davanti al maxischermo. Il volume delle proteste è aumentato al momento dell'ingresso del sindaco Luigi Brugnaro, che con il proprio intervento ha ribadito la posizione dell'amministrazione: "Abbiamo tentato fino all'ultimo di arrivare a un accordo - ha affermato, tra le proteste - Non vogliamo vendere questa società, bensì rilanciarla. Stiamo realizzando un piano industriale, una ristrutturazione reale. Ma questa è una casa da gioco, non un ente di beneficenza, e il piano potrebbe anche fallire. Faremo di tutto perché non succeda, ma se i conti non torneranno si rischiano oltre 160 esuberi".

Il primo cittadino ha spiegato di essere ancora aperto al dialogo: "Possiamo tornare sul documento e correggerlo in senso positivo per i lavoratori - ha continuato - Non c'è alcuna rigidità, adesso dobbiamo procedere così per legge. La maggioranza dei dipendenti capirà che questo sacrificio è necessario. Sono convinto che questa cosa possiamo farla insieme, sono convinto che non ci sarà alcun esubero. Anno dopo anno vi hanno preso in giro con accordi su accordi, oggi invece abbiamo la possibilità di rilanciare la struttura. Ce ne prendiamo la responsabilità".

A dicembre si faranno i conti sul piano di riordino: "Questa amministrazione ha rapporto nei confronti dei sindacati aperto a qualsiasi tipo di prospettiva - ha dichiarato in precedenza l'assessore Zuin - abbiamo necessità di rilanciare il Casinò nel breve periodo, a causa della consistenza dei debiti che dobbiamo affrontare. La delibera prevede un’ipotesi di esubero, e di questo non ci vergogniamo, perché dipende molto da voi - ha continuato rivolgendosi ai lavoratori - Lo dico con molta chiarezza, l’amministrazione ha intenzione di tenere aperte le due sedi. Ha proposto un piano industriale che prevede il mantenimento delle due sedi e la razionalizzazione dei costi del lavoro, e andremo avanti su questa linea".

Un intervento molto contestato dai dipendenti della Casa da gioco: "Siete di una incompetenza assoluta", è stato urlato più volte. Enrico Gianolla, delegato Cisl, tiene aperta la porta alla trattativa. Ma con poche speranze: "C'è tempo fino a fine mese prima della disdetta del contratto - ha commentato - Se però sarà prendere o lasciare da parte di questa amministrazione non vedo margini. L'assessore Zuin ha confermato che si tratta di un ricatto, nel senso che legare i futuri esuberi ai risultati di fine anno significa togliere la possibilità di sciopero ai lavoratori, l'unica forma di protesta in loro possesso. Sul piatto - conclude - ci sono dei soldi pubblici. I dipednenti hanno messo sul piatto il 10% dei loro stipendi. Vorrei sapere chi pagherà se gli investimenti previsti non porteranno a risultati tra 2 anni, solo i lavoratori?".

Nelle dichiarazioni di voto le opposizioni si sono lanciate all'attacco: "Così si uccide la Casa da gioco", ha dichiarato Andrea Ferrazzi del Partito Democratico. "State riducendo Ca' Vendramin ad un luogo adibito solo a feste, così non attraiamo quei milioni di turisti che raggiungono Venezia. Forse perché il prossimo amministratore sarà un organizzatore di eventi che non si intende per niente di gioco", ha sottolineato, presentando una proposta di mozione con cui impegnare sindaco e giunta "a controllare, attraverso l'avvocatura civica, ad analizzare le operazioni finanziarie e immobiliari dannose poste in essere dalle società gestrici della Casa da gioco negli ultimi 5 anni, al fine di perseguire eventuali azioni di responsabilità come pure l'invio, se ritenuto opportuno, di segnalazioni alla competente Corte dei conti".

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