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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Sì dal Consiglio regionale sul referendum per l'autodeterminazione

Nel documento votato da Pdl e Lega è sparita l'esplicitazione dell'obiettivo indipendentista. Verrà formato un pool di legali per capire come poter indire la consultazione referendaria

Il consiglio regionale del Veneto dice sì all'ipotesi di un referendum per l'autodeterminazione. L'assemblea veneta ha dato mandato ai presidenti di Giunta e Consiglio, Luca Zaia e Clodovaldo Ruffato, di "avviare urgentemente con tutte le istituzioni dell'Unione europea e delle Nazioni Unite relazioni istituzionali che garantiscano l'indizione di una consultazione referendaria per accertare la volontà del popolo veneto in ordine alla propria autodeterminazione, avvalendosi del parere consultivo di un'apposita commissione di giuristi senza alcun onere a carico della Regione".

La decisione è emersa a chiusura della seduta straordinaria convocata per dibattere i percorsi del Veneto verso l'autonomia e l'indipendenza, tra federalismo e neocentralismo. Su 36 votanti hanno votato a favore - chiamati per appello nominale - i 29 consiglieri di Pdl e Lega, compreso il presidente Zaia, 2 i contrari (Gustavo Franchetto e Antonino Pipitone) e 5 astenuti (i consiglieri Udc, Andrea Causin del gruppo misto e Moreno Teso del Pdl), mentre i consiglieri del Pd non hanno partecipato al voto. Il documento recepisce la proposta di Zaia di costituire un tavolo tecnico tra giuristi e costituzionalisti per studiare i percorsi possibili per arrivare a indire una consultazione referendaria sull'autodeterminazione del popolo veneto, ed elimina l'esplicitazione dell'obiettivo indipendentista contenuto originariamente nel documento a firma Foggiato, Bond, consiglieri della Lega e Pettenò.

"L'importante è individuare un percorso percorribile per far esprimere il popolo veneto sulla propria autodeterminazione. L'indizione di un referendum sull'autodeterminazione non esclude, infatti, l'opzione indipendentista", ha spiegato Mariangelo Foggiato, acconsentendo alla riformulazione presentata in aula dal capogruppo del Pdl Dario Bond. L'altro firmatario, Pietrangelo Pettenò, pur sottoscrivendo la formula di compromesso, ha contestato l'idea di affidare a una Europa dirigista, governata da burocrati e da istituzioni non elette dai cittadini, il riconoscimento dell'autonomia e dell'autodeterminazione del popolo veneto. "Non tutte le forze che inneggiano all'autonomia e alla bandiera di San Marco sono forze democratiche, alcune sono di matrice nazista - ha aggiunto Pettenò - per cui chiedo una battaglia trasparente per continuare il percorso verso il riconoscimento dell'autonomia e dell'autodeterminazione del popolo veneto, in un contesto di 'patriottismo cosmopolita'".

La risoluzione ha raccolto il consenso, oltre che dei consiglieri di Lega e Pdl, di Foggiato e di Pettenò, anche di Diego Bottacin (Verso Nord). Soddisfatto anche Sandro Sandri, ex leghista ora passato al gruppo misto, che per primo ha chiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio veneto per dibattere il possibile percorso verso l'autodeterminazione del popolo veneto. Rammaricato per non essere riusciti a trovare alcun punto di intesa si è detto Carlo Alberto Tesserin (Pdl), presidente della commissione Statuto. "Rischiamo di sprecare questa giornata di dibattito - ha detto - che non ha né vincitori né vinti. Non è con la possibilità di esprimersi con un referendum che si risolvono gli squilibri economici e finanziari di cui soffre il Veneto".

Contrari i consiglieri del Pd, che sono usciti dall'aula al momento del voto per denunciare l'anticostituzionalità del percorso referendario proposto che - ha spiegato il vicecapogruppo del Pd Lucio Tiozzo - "alza l'asticella per nascondere l'inefficienza di Lega e Pdl e mette una pietra tombale sul federalismo e su anni di battaglia per l'autonomia del Veneto". "Noi siamo per non prendere in giro i cittadini e per la chiarezza. Da parte nostra intendiamo proporre la rivendicazione dell'autonomia differenziata, sulla base dell'articolo 116 della Costituzione, e non avallare un percorso impossibile verso l'indipendenza", hanno precisato Stefano Fracasso, Franco Bonfante e Claudio Sinigaglia ricordando i contenuti del documento alternativo presentato da Pd, Idv, Udc e Bortolussi "Il Veneto per l'Europa federale e l'autonomia regionale".


Dal canto suo la capogruppo del Pd Laura Puppato ha definito la scelta di rivolgersi direttamente al popolo un "fallimento" della politica. Anche Gustavo Franchetto, capogruppo IdV, ha bocciato l'esito della seduta straordinaria, definendola una "sceneggiata", "atto schizofrenico e strumentale, privo di contenuti". Il documento presentato dal Pd e sottoscritto anche da IdV, Udc e Giuseppe Bortolussi, ha ottenuto 14 voti e 3 astensioni: i rappresentanti della maggioranza hanno infatti abbandonato l'aula, facendo così mancare il numero legale. (Ansa)

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