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Lavoro nero: "Vari contratti permettono di regolare la flessibilità, e non sono i voucher"

"E quello che remunerano non è immediatamente e solamente la prestazione lavorativa, ma anche aspetti previdenziali, pensionistici, che interessano tutto il sistema - afferma Enrico Piron, segretario generale della Camera del Lavoro di Venezia -. L'economia veneziana è fatta anche di turismo, e il turismo è fatto anche di lavoro. Ma se si pensa di far crescere il comparto senza far crescere il lavoro, probabilmente il settore non è interessante come sembra".

 

Il commento del segretario della Cgil Veneziana arriva a valle della presentazione dei dati dell'ispettorato del lavoro, mercoledì mattina, sul lavoro nero, e che vede il fenomeno in crescita, nella provincia. "In agricoltura, poi, abbiamo in modo particolare la piaga degli infortuni. Si muore in questo settore come si moriva 50 anni fa. Come non pensare a una regolamentazione del lavoro che comprenda formazione e prevenzione, oltre alla copertura esclusiva dell'aspetto economico? Ammettiamo che i costi sono importanti, come pure la burocrazia, pesante, per le aziende, ma non riteniamo che il modo per aumentare i guadagni delle imprese sia il lavoro nero o scarsamente regolato. Quindi non crediamo nel rapporto di causa ed effetto fra aumento del lavoro nero e abolizione dei voucher".

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