Martedì, 18 Maggio 2021

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Gli occhi dello Iuav puntano sulla Siria: "Noi ci siamo per la ricostruzione" VIDEO

Inaugurata la nuova edizione di W.A.Ve., i worskhop estivi di progettazione architettonica dell'ateneo veneziano. Il rettore Farlenga ha ricordato i due giovani fidanzati veneti morti a Londra nell'incendio della torre: si erano laureati da poco proprio in Architettura a Venezia

L'ARTICOLO - E' stata inaugurata lunedì nell'aula magna dei Tolentini la XVII edizione di W.A.Ve., i worskhop estivi di progettazione architettonica, l'evento annuale più importante dello Iuav di Venezia, quest'anno dedicato interamente ai progetti di ricostruzione per la Siria. Se l'anno scorso si è discusso di Porto Marghera, alla vigilia delle celebrazioni per il suo centenario (gli eventi scatteranno tra poche settimane), ora l'ateneo lagunare allarga gli orizzonti. Guarda a un territorio martoriato dalla guerra civile. 

Il rettore, Alberto Ferlenga, ha aperto l'incontro dedicando i workshop a Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due giovani veneti mancati nell'incendio di Londra: entrambi avevano studiato allo Iuav e si erano occupati proprio dei temi della conservazione e del restauro, del rapporto fra antico e nuovo. «I temi che la Siria ci pone oggi non sono solo archeologici, abitativi, architettonici, ma riguardano la ricostruzione di un'identità culturale molto forte - ha affermato Farlenga - Questa edizione di W.A.Ve rinnova un'attitudine storica della nostra scuola, quella del prendersi cura, ed è anche un segno di come l'architettura si stia trasformando, sviluppando una nuova e sempre più intensa attenzione ai temi del mondo. Quello di oggi non è un punto di arrivo, ma è la nuova tappa di un percorso iniziato in Iuav due anni fa con l'Omaggio di Venezia a Palmira ed è il preludio a un intervento operativo, di ricostruzione, che sarà possibile al termine del conflitto".

Che la ricostruzione non sia solo un tema architettonico, ma anche e soprattutto identitario e sociale, è stato anche il pensiero della sovrintendente Emanuela Carpani, che ha ricordato i 12 siti Unesco presenti in Siria: "La parola ricostruzione è una sconfitta per tutti - ha affermato - I workshop di Iuav offriranno non una soluzione, ma un metodo e una nuova consapevolezza. Vi auguro che W.A.Ve., questo bellissimo acronimo, porti un'onda di creatività, di progettualità, di futuro".

Veronique Dauge, Head Culture Unit Unesco, ha sottolineato l'importanza delle iniziative Iuav in favore della Siria, in particolare la Carta della ricostruzione messa a punto dall'Ateneo: "La ricostruzione della Siria - ha dichiarato - implica non solo un intervento nelle città, nei contesti rurali, nei siti archeologici, ma in primo luogo la trasformazione della società".
 

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