Un weekend di assembramenti all'aperto

Segnalazioni di piazze affollate in varie città. Intanto i contagi crescono e c'è il rischio che la regione possa diventare zona arancione

Piazza Ferretto sabato

Le foto e i video circolati online hanno mostrato che in molte situazioni, nel corso del fine settimana, la gente non ha rispettato le raccomandazioni a uscire solo se necessario e ad incontrare meno gente possibile. Non è illegale, fintanto che si rispettano le norme sul distanziamento e sull'uso della mascherina, ma diventa rischioso nel momento in cui si creano grossi assembramenti, come è successo nelle piazze, all'esterno di alcuni bar e nelle spiagge.

Il tema è stato affrontato anche dal presidente del Veneto Luca Zaia, che lunedì ha lanciato un appello accorato: «Queste foto di piazze strapiene sono imbarazzanti. C'è una minoranza che non capisce la gravità della situazione. Per colpa di pochi, tutti rischiamo di rimetterci. Siamo sommersi di segnalazioni, sono gli stessi veneti che ci dicono di fermare questo fenomeno. Se sarà necessario adotteremo provvedimenti». Tra sabato e domenica la polizia e i carabinieri hanno staccato qualche multa per violazione del coprifuoco, non per assembramenti.

Affollamenti

Ad esempio piazza Ferretto, a Mestre, era molto affollata nel tardo pomeriggio di sabato: probabilmente lo strascico dell'aperitivo che termina ufficialmente alle 18, con la chiusura dei locali. Un lettore ha segnalato che alle 18.20 la piazza era «strapiena di gente, talmente tanta che si faceva fatica a camminare» e che in certi casi tavolini e sedie restano comunque disposti all'esterno dopo la chiusura dei bar, per cui di fatto alcuni clienti rimangono seduti anche oltre l'orario consentito.

Qualcosa di simile è successo in tanti centri della provincia veneziana e di tutto il Veneto. "Occhio sandonatese", pagina dedicata a San Donà di Piave, ha scritto sempre sabato sera: «Ci arrivano segnalazioni e foto di locali con assembramenti all’esterno, con persone in piedi e senza mascherina». L'appello che segue ricalca ciò che le istituzioni (e molti gestori responsabili) ripetono in questi giorni: «Utilizzare la mascherina e il distanziamento oggi vuol dire non farci chiudere in casa per un nuovo demo-lockdown fra pochi giorni, e non è accettabile che per pochi cittadini che ancora non hanno capito le semplici regole da seguire si possa pensare a chiudere per almeno due settimane migliaia di attività economiche».

Venezia, come già avvenuto in molti dei fine settimana estivi e autunnali, si è riempita di visitatori accorsi per passeggiare tra le calli e fare un aperitivo. Già da sabato mattina i garage di piazzale Roma si sono riempiti e si sono formate code di automobili in ingresso. Violazioni evidenti delle regole si sono viste anche a Chioggia, tanto che lunedì il sindaco ha emanato due ordinanze con ulteriori restrizioni per i locali, tra cui l'obbligo di un massimo di due adulti per ogni tavolo.

Anche nella giornata di domenica molte persone hanno approfittato del bel tempo e del clima mite per fare una gita. Le immagini più notevoli arrivano dal litorale, soprattutto a Jesolo, dove sono arrivate migliaia di visitatori. Lunghe code di automobili si sono formate la mattina in ingresso e la sera in uscita, un po' come succede in estate.

Rischio zona arancione

Nel frattempo anche la giornata di domenica ha visto un importante aumento dei contagi, con 3,362 nuovi casi di coronavirus tra la popolazione veneta che hanno portato il totale attuale regionale a 50.970. Nelle prossime ore è in programma una cabina di regia al governo per l'emergenza Covid e si attendono sviluppi sulle ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza: cinque regioni (Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Umbria), più la provincia di Bolzano, rischiano il passaggio dalla zona gialla a quella arancione, con maggiori restrizioni relative a spostamenti e attività economiche.

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