menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Uno dei writer denunciati è stato assolto: "E' arte non vandalismo"

"Sqon", famoso per le sue teste di gatto, assolto dall'accusa di imbrattamento. Nel mirino della Municipale nel 2012 con due "colleghi"

Uno dei tre writer finiti nel mirino della polizia municipale nel 2012 se la cava: nessun reato, perché disegnare con lo spray quelle teste di gatto sui palazzi veneziani secondo il giudice è arte. Niente più. Per questo motivo "Sqon", come si firma il giovane della Valcellina, è stato assolto dall'accusa di danneggiamento e deturpamento.

Le sue incursioni, come riporta il Gazzettino, si erano registrate sul ponte dei Miracoli, in campo Santi Apostoli, in campiello dei Morti, ai piedi del Ponte degli Scalzi e in campiello de la Vida. Fin da subito il giovane imputato aveva dichiarato, difeso dall'avvocato-musicista Remo Anzovino, di non essere un vandalo. Bensì di scegliere con precisione muri già "brutti" di per sé. In modo da abbellirli. Tant'è. Il gudice gli ha creduto in una sentenza che in soldoni accoglie la tesi che le opere di Sqon siano arte. Anche perché, secondo il suo legale, quelle teste di gatto ormai sono famose in tutto il mondo. Riprodotte su spillette, magliette e zaini.

Per un altro writer pordedonese del gruppetto di giovani denunciati è andata peggio: è stato condannato a sette mesi di reclusione. A Sqon nel 2012 vennero sequestrate dalla Municipale bombolette spray e il computer. Alcuni residenti sarebbero anche stati chiamati a testimoniare nel processo, ma al posto di puntare il dito contro le opere del writer, avrebbero secondo il quotidiano sottolineato che invece avrebbero abbellito ciò che prima era un pugno in un occhio.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento