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Writer "armati" di bombolette in azione vicino San Marco, denunce

I giovani, di nazionalità polacca, sono stati individuati e segnalati alla magistratura dalla polizia in calle larga XXII Marzo lunedì pomeriggio

"Armati" di bomboletta spray si sono messi in azione in calle larga XXII Marzo, in centro storico. I muri dei palazzi veneziani come tela da colorare con tanto di firme e sigle. Dopo gli episodi che hanno coinvolto anche il ponte di Rialto, nei confronti delle azioni dei writer a Venezia negli anni si è via via tentato di approntare un giro di vite, quando possibile. Perché calli e callette costituiscono un dedalo difficile da tenere sotto controllo in maniera totale.

In ogni caso nella rete delle forze dell'ordine lunedì pomeriggio sono finiti due giovani di nazionalità polacca, individuati dai poliziotti mentre erano intenti a sfogare la loro "creatività" tra le storiche (e fragili) mura dei palazzi di calle larga. A due passi da San Marco.  Per entrambi, M.K.J. e N.P.P. coetanei di 25 anni, quindi è scattata la denuncia per il reato di imbrattamento aggravato in concorso, proprio quando è ancora aperta la ferita aperta dai manifestanti anarchici, che alcune settimane fa hanno "seminato" oltre 200 scritte contro banche, questore, Comune e capitalismo tra la zona di San Polo e quella di Rialto. In un eventuale processo Ca' Farsetti ha già annunciato che si costituirà parte civile.  

I due giovani avevano pensato bene di raggiungere il tetto sovrastante il negozio di Prada di calle larga sfruttando alcune impalcature posizionate poco distante per un restauro in corso. In questo modo hanno raggiunto la copertura dell'edificio, dove poi si sono messi a disegnare un pipistrello firmando uno con la sigla che lo contraddistingue nel mondo dei writer, l'altro con il nome di battaglia. Che in polacco significherebbe "fuoco". I due, dopo aver completato l'opera, come nulla fosse si sono allontanati. Importanti per la loro individuazione si sono rivelati alcuni gondolieri della stazione di San Moise, che hanno permesso quindi alle forze dell'ordine di mettere di fronte alle proprie responsabilità la coppia di giovani, ora finiti nei guai.

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