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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca Santa Croce / Ponte della Costituzione

"L'ultimo dei writer": le sue "opere" gli costeranno circa 50mila euro di danni

Il suo nome d'arte è "Rekon", ma in verità lui è L.F., studente dell'Accademia delle Belle Arti e residente a Cannaregio. Dopo la sua identificazione Ca' Farsetti chiederà un risarcimento

L'azione più clamorosa l'aveva compiuta il 19 novembre 2008, imbrattando con il suo “tag” il Ponte della Costituzione, ma non si è poi fermato lì: nel corso del tempo, ha lasciato il segno anche sul Ponte di Rialto e su numerose proprietà private tra San Polo, Santa Croce e Cannaregio. Alla fine però, anche “Rekon”, l'ultimo dei writer ricercati nell'ambito dell'indagine “Low Pressure”, è stato individuato dalla polizia municipale e deferito all'autorità giudiziaria. A fornire i dettagli dell'operazione, il comandante della polizia municipale, Luciano Marini, intervenuto a una conferenza stampa svoltasi oggi a Ca' Farsetti, cui hanno partecipato anche l'assessore comunale ai Lavori Pubblici, Alessandro Maggioni, e il direttore generale del Comune, Marco Agostini.

I graffiti di "Rekon", 25enne veneziano denunciato dalla municipale

Si sa che Venezia attira writers da tutto il mondo, ma questa volta si tratta di un veneziano: Rekon, che agiva da solo o con l'altro writer, sempre veneziano, noto come “Zetaerre”, è il venticinquenne L.F., studente dell'Accademia delle Belle Arti, residente a Cannaregio. Lo scorso 18 maggio è avvenuta la perquisizione domiciliare, che ha portato al sequestro del computer, del cellulare e di una dispensa universitaria, che verranno ora analizzati. Con Rekon salgono a sedici i writers denunciati dalla polizia municipale in tre anni di indagini.

“Rammarica particolarmente sapere – ha commentato Maggioni, dopo aver ringraziato la polizia municipale, ma anche i cittadini del gruppo Facebook che hanno collaborato attivamente con l'amministrazione - che Rekon e Zetaerre sono veneziani. Oggi però, al danno d'immagine che hanno arrecato alla città, rispondiamo con un segnale chiaro: chi deturpa i monumenti viene individuato. Il Comune si è già costituito parte civile e chiederà un risarcimento danni tra i 30 e i 50mila euro, ma ci piacerebbe anche che la pena si concretizzasse in un intervento di pulizia dei monumenti imbrattati. Chiaramente la decisione spetta alla Magistratura".

“Sia chiaro – ha precisato Agostini - che non vogliamo penalizzare gli artisti di strada nella loro espressione: ci sono però i luoghi adatti per farlo”. Il direttore generale è poi tornato sull'importante rapporto di collaborazione tra amministrazione e cittadini: “Se da un lato loro ci hanno stimolato, soprattutto attraverso la Rete, a provvedere contro gli imbrattamenti, il Comune, dall'altro, mette a disposizione l'elenco dei civici imbrattati, per permettere anche ai privati di costituirsi parte civile e chiedere un risarcimento danni”.

 

IN PRECEDENZA TRE WRITERS DENUNCIATI

 

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