Zaia contro gli allarmismi, ma serve prudenza «per evitare una nuova emergenza sanitaria»

Ha commentato i dati, spiegando comunque che «le terapie intensive sono aumentate di un terzo». Ha anche proposto una parziale didattica a distanza nelle scuole superiori per alleggerire i carichi del trasporto pubblico

Passeggeri nei bus (archivio)

I contagi aumentano, per quanto il 97% dei positivi al Sars-CoV-2 continui ad essere asintomatico. I ricoveri hanno subito una impennata ieri, con 20 nuovi pazienti solo negli ospedali della provincia di Venezia (16 nel territorio dell'Ulss 3 e 4 in quello dell'Ulss 4): nonostante questo, però, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, continua a predicare calma, pur invocando il massimo rispetto delle regole per tenere a bada questa nuova ondata di contagi. Nel corso del punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera di oggi, il governatore ha spiegato come al momento «non c'è emergenza sanitaria negli ospedali, per quanto i numeri parlino di un aumento di un terzo dei pazienti in terapia intensiva».

Cautela

«Se questo dovesse essere un trend, - Zaia non ha voluto alimentare allarmismi ma sottolineare la peggiore delle ipotesi sul tavolo - rischiamo di andare incontro ad una emergenza sanitaria. Anche perché - ha continuato - oltre le 1000 terapie intensive non riusciamo ad andare». Il governatore ha anticipato che la Regione sta aggiornando il piano di sanità pubblica e ospedaliero e ricordato la necessità di indossare la mascherina ovunque possibile.

Assembramenti nei mezzi pubblici

Si è parlato anche del tema del trasporto pubblico, che per alcuni rappresenta una grossa criticità perché crea occasioni di assembramento, soprattutto per quanto riguarda studenti e pendolari in genere. Zaia ha detto che «varrebbe la pena fare ragionamenti sulla didattica a distanza, magari per gli ultimi anni delle superiori in modo che avere ragazzi di 17 o 18 anni a casa da soli non crei problemi alle famiglie, e magari per uno o due giorni alla settimana», in modo da non interrompere il rapporto scolastico tradizionale e ridurre l'impatto.

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