Segnali incoraggianti da cura col plasma: la Regione gioca d'anticipo con la banca del sangue

L'annuncio questa mattina. La cura non è ancora stata validata, ma Zaia ha deciso di portarsi avanti. Se non dovesse funzionare, il sangue sarebbe sfruttato per le trasfusioni. Allertati tutti i direttori generali delle aziende sanitarie venete

Ospedale di Padova (archivio)

La cura con il plasma dei pazienti guariti da coronavirus non è ancora stata validata, ma in Veneto ha dato i primi segnali incoraggianti. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Luca Zaia nel corso del consueto punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera. I test effettuati su 12 pazienti all'ospedale di Padova hanno dato buoni risultati, per questo la Regione ha deciso di fare sul serio, portandosi avanti: l'intenzione è quella di creare una banca del sangue di tutte le persone guarite da covid19, per sfruttarne gli anticorpi sviluppati nel plasma.

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La Regione ha già scritto ai direttori generali di tutte le Ulss venete, per raccogliere in via prudenziale il sangue dei pazienti guariti. «Ad oggi abbiamo un deposito, - ha spiegato il governatore - ma vogliamo creare una grande banca del sangue. A noi serve il plasma con gli anticorpi». La speranza è che si possa trattare di una cura efficace, in caso contrario le sacche di sangue prelevate sarebbero comunque riutilizzate per altre trasfusioni. «Il sangue dura due anni, - ha sottolineato Zaia - e potrebbe comunque essere importante per le donazioni. Si tratta di una raccolta volontaria, ma mi appello al senso civico dei cittadini guariti: mettetevi a disposizione e donateci per mezz'ora il vostro braccio».

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