Zaia dice "no" alle linee guida Inail: «Inammissibili 5 metri tra gli ombrelloni»

Il governatore chiede al Governo di poter utilizzare le linee guida del dipartimento di prevenzione veneto. «Sembra che sotto l'ombrellone ci sia il Vietnam del virus»

Scendono i ricoveri, si svuotano le terapie intensive e aumentano le dimissioni dagli ospedali. Dal 10 aprile ad oggi, fatto salvo per un'occasione isolata, i risultati della battaglia al coronavirus sono positivi e in linea con quelli sperati. Nel corso del punto stampa odierno, il presidente della Regione Luca Zaia ha spiegato che ora è tempo di prendere in mano il tema delle riaperture in maniera adeguata. In particolar modo, il governatore si è dimostrato del tutto contrario alle nuove linee guida imposte dall'Inail.

No alle guide dell'Inail

«Sto facendo una battaglia affinché possiamo utilizzare le linee guida del nostro dipartimento di prevenzione. Chiedo - ha detto Zaia - che solo le regioni ancora non attrezzate debbano applicarle. Noi, come Veneto, abbiamo già le nostre guide». Zaia ha spiegato che con le indicazioni Inail non si può aprire. L'esempio portato dal governatore nel corso del punto stampa è stato quello forse più eclatante, riguardante le spiagge. L'Inail, infatti, ha previsto una distanza di 5 metri tra ombrellone e ombrellone, oltre a tutto il sistema di prenotazione dei posti già preventivato dai vari comuni del litorale da tempo. «Si tratta di un distanziamento assurdo. - ha detto Zaia - Se l'accordo del 13 aprile tra le parti sociali per la sicurezza sui posti di lavoro prevede un metro di distanza per lavorare senza mascherina, questa è la distanza giusta applicabile anche in spiaggia».

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Un metro tra gli ombrelloni come distanza di sicurezza, mascherina nei chioschi in spiaggia e attenzione all'esercente nel'evitare gli assembramenti. Questi parametri sono quelli ritenuti sufficienti per poter andare al mare in sicurezza. «Con le spiagge - ha detto Zaia - facciamo un fatturato di 9 miliardi di euro l'anno. In questo modo si permette che ci siano attività con centinaia di lavoratori e sembra che sotto l'ombrellone ci sia il Vietnam del virus».

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