Caso Cona: "Nessuna sorpresa, da mesi si parla di inchieste su chi gestisce gli immigrati"

Il presidente della Regione Veneto predica un cambio di marcia: "Bisogna ridurre gli sbarchi e aiutare queste persone a casa propria". Importante aiutare gli italiani in difficoltà

"Il centro di Conetta doveva essere sgomberato: questo non è accaduto e, prendendo atto del disagio dei cittadini, dico che è una nuova dimostrazione che il sistema di accoglienza e gestione dei flussi di migranti ha fallito", questo il primo commento del presidente della Regione Veneto Luca Zaia sui risvolti giudiziari legati alla struttura di accoglienza nell'ex base militare.

"Prima il Veneto. Non si tratta di razzismo"

"Non possiamo garantire l’accoglienza qui quando l’80% di chi arriva non sono profughi, ma migranti economici - ha sottolineato - È per questo, allora, che diciamo ancora una volta 'prima il Veneto'. Non si tratta di razzismo, ma riteniamo che prima di tutto vadano aiutati coloro che si trovano in difficoltà sul nostro territorio. Fermo restando che quello dei profughi è un altro discorso, a cui bisogna dare risposta".

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"Nessuna sorpresa"

"Non mi sorprendo dell’intervento della magistratura, - ha continuato - perché è da mesi che nelle cronache nazionali si parla di inchieste su chi gestisce il mondo dell’immigrazione. Questo fa pensare alla necessità di un cambio di marcia e atteggiamento: solo a casa loro possiamo aiutare queste persone, evitando sbarchi e partenze".

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