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Contagi in crescita e si pensa all'ipotesi di chiudere le scuole. Zaia: «Zona arancione più vicina»

Il governatore ha evidenziato la necessità di prevenire, sempre in base alle indicazioni del Cts. «Tra oggi e domani avremo un incontro con il governo»

Nel timore che il contagio riprenda con forza si guarda nuovamente alla possibilità di chiudere le scuole. «L'Italia si sta colorando di arancione - ha detto il presidente della Regione Luca Zaia nel corso del consueto stampa quotidiano -. In Veneto ancora non siamo in arancione, ma l'Rt è salito: si sta tornando alle relazioni sociali e le temperature più calde hanno portato alla creazione di assembramenti». Ma in particolare, secondo Zaia, sull'aumento dei casi incidono le scuole aperte. «Altre regioni che ora sono in difficoltà hanno aperto le scuole un mese prima di noi. Guardando ai dati epidemiologici io credo che la correlazione ci sia, ci sono evidenze scientifiche. Non è colpa dei ragazzi, ma con 20 persone sedute per 5 ore in una stessa aula è inevitabile. I ragazzi hanno carica virale alta, sono asintomatici e c'è il rischio concreto che l'infezione si sposti da una famiglia all'altra, con lo snodo delle scuole. Lo vediamo anche dal contact tracing».

È possibile che ci saranno nuove valutazioni su questo tema. «Abbiamo l'obbligo di tenere in sicurezza i ragazzi e le loro famiglie - ha ricordato Zaia -. Immagino che tra oggi e domani ci sarà un nuovo incontro con il governo a proposito. Leggo del parere del Cts (comitato tecnico scientifico) che dice di chiudere le scuole nelle zone rosse, ma è necessario evitare di arrivare a quel punto: quando si è in zona rossa significa che la sanità è già in difficoltà». Sulla necessità di prevenire è d'accordo anche il dottor Luciano Flor, direttore generale della sanità del Veneto: «Siamo di nuovo in leggera crescita - ha ricordato - Continuiamo a dimettere malati di Covid dagli ospedali ma al momento sono più quelli che entrano. Siamo ancora lontanissimi dai numeri che richiederebbero la chiusura delle scuole, ma non possiamo pensare di arrivare a quei numeri per muoverci».

Sempre a proposito di giovani l'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, ha riportato i risultati dei tamponi somministrati ieri ai passanti, a Mestre, durante l'orario dell'aperitivo: su 247 "tamponi dell'aperitivo" (tutti su base volontaria) sono stati trovati 4 casi positivi.

Sul fronte delle vaccinazioni, Flor ha spiegato che la Regione ha fatto la scorta delle dosi per garantire il richiamo a tutti coloro che hanno già avuto la prima iniezione, sia di Pfizer che di AstraZeneca. «D'ora in avanti possiamo accelerare - ha detto - perché abbiamo accantonato tutte le dosi per garantire il richiamo. Molliamo un po' i freni, possiamo vaccinare a pieno. La disponibilità attuale è superiore ai 400 mila vaccini, da qui a fine marzo dovremmo farne 370 mila».

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