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Emergenza profughi, Luca Zaia: "Costruiamo le tendopoli in Libia"

Concluso il tavolo per la gestione dei nuovi arrivi in Veneto. Si valuta utilizzo delle caserme, Muraro: "Renzi abbia il coraggio di dare ordini"

Ieri il lutto, oggi la riflessione: il governatore del Veneto Luca Zaia introduce così il suo intervento, la mattina di lunedì, al tavolo di coordinamento regionale convocato dal prefetto Domenico Cuttaia per gestire la nuova emergenza profughi. "E' tempo di cambiare strategia - ha spiegato Zaia -. O andiamo a prendere queste persone direttamente in Libia per garantire la loro incolumità, strada ovviamente non percorribile; oppure collaboriamo alla costruzione di campi profughi lì, sulle coste africane: ma l'Italia e l'Europa abbiano l'autorevolezza di trovare interlocutori. Mi rifiuto di credere che non ci sia la possibilità di creare una zona franca lì". E sulla possibilità di utilizzare le ex caserme come luogo di accoglienza ha specificato: "Non sono una strada praticabile, nei mesi scorsi abbiamo certificato che sono delle discariche a cielo aperto".

Ci sono settecento profughi da sistemare in Veneto, fin da subito: stanno sbarcando in Sicilia in queste ore e continueranno nei prossimi giorni, cento di loro sono già arrivati venerdì a Marghera (DETTAGLI), altri 50 lunedì: in tutto ne sono già presenti sul territorio 400. Sono i più fortunati, perché molti degli emigranti partiti dalle coste dell'Africa sono morti nel viaggio: con l'ultimo naufragio avvenuto nella notte tra sabato e domenica, che potrebbe rivelarsi il più tragico degli ultimi anni, è finito in mare un numero imprecisato di persone, stimate tra le 500 e le 900.

E a proposito di caserme o tendopoli per accogliere i profughi interviene Leonardo Muraro, presidente Upi (Unione delle Province d'Italia) Veneto. "Se queste sono le soluzioni, che il Governo Renzi abbia l'autorevolezza di darne ordine. E che se ne assuma in pieno la responsabilità, anziché scaricarla sugli enti locali". A preoccupare Muraro inoltre c'è la questione terrorismo: "Chi ci assicura che tra queste persone non ci sia qualche esponente dell'Isis, la cui dichiarata intenzione è attaccare l'Europa e l'occidente?".

Luca Zaia ha poi specificato: "La nostra posizione come Regione è chiara, abbiamo detto no: siamo una delle prime tre Regioni per incidenza di immigrati sul territorio. Il ministero dell'Interno parla dei flussi di questi profughi, ma la verità è che noi abbiamo 514 mila immigrati che incidono sull'11% della popolazione, mentre ci sono regioni dove il dato è dell'uno per cento". Poi ha puntato il dito nuovamente contro la politica del Governo Renzi: "Nel 2014 il bilancio in termini di vite umane è stato disastroso, con 3.600 morti: nel 2015 non è migliorato nulla, con oltre 23mila profughi arrivati e 1.600 morti. Paghiamo lo scotto di un Governo che per un anno non ha gestito nulla, i dati sono già percentualmente peggiori dell'anno scorso. Sei mesi di presidenza europea non hanno prodotto nulla".

Diverso il punto di vista del prefetto Cuttaia, favorevole ad un progetto di accoglienza diffusa: "Finora siamo riusciti a gestire l'emergenza, dividendo i profughi fra strutture ricettive, associazioni e piccoli centri - ha spiegato -. Meglio continuare così che creare grossi punti di difficile gestione, come tendopoli e caserme". Intanto il prefetto ha annunciato che il trasferimento dei 35 migranti ospitati al centro Morosini del Lido avverrà martedì: sono diretti in altre strutture di accoglienza individuate nel territorio.

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