Cronaca

Zaia: "No archistar per ospedali", a Mestre 270mila euro per i vetri

L'ospedale dell'Angelo dimostra come, a volte, per inseguire il desing si sacrifichi la praticità. Per il presidente i soldi vanno spesi in macchinari

Gli ospedali possono essere belli senza avere bisogno di progetti costosi, magari firmati da archistar, per risparmiare e utilizzare il denaro in servizi e macchinari. È la nuova crociata del governatore del Veneto Luca Zaia in tempo di tagli da spending review che ha pronta una delibera che arriverà poi in Conferenza delle Regioni facendo fare al modello veneto in sanità, tra quelli meno costosi, un ulteriore salto di qualità, “cifra” che gli è già stata riconosciuta con i cosiddetti costi standard.

VETRI COSTOSI - Si tratta in sostanza di vincolare la costruzione degli ospedali e delle strutture sanitarie alle esigenze di servizio e non necessariamente alla bellezza “tout court”. Davanti agli occhi Zaia ha due ospedali Veneti, quello dell'Angelo di Mestre, con le sue grandi vetrate a vela che coprono una facciata del nosocomio e fanno da “tetto” a negozi, bar e mense progettato dall'architetto Carlo Aymonino e quello di Santorso a Thiene, in provincia di Vicenza, con le sue palazzine colorate e accesso a tutto vetro realizzato da Alberto Altieri. In realtà proprio le grandi vetrate dell'Angelo sono in questi giorni oggetto di aspre critiche. Sembra infatti che per pulire la scenografica “vela” dell'ospedale si sia stati costretti, in tutti questi anni, a chiamare addirittura una squadra di rocciatori specializzati dalla Francia, per ben 30mila euro ad intervento. In totale, dal taglio del nastro ad oggi, sarebbero stati spesi più di 270mila euro, solo per pulire le finestre. Una cifra da capogiro che sembra proprio dar ragione al governatore regionale quando chiede edifici pubblici “semplici e pratici”.

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