Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

«Se arriva il vaccino il 7 gennaio partiamo subito con le case di riposo»

Zaia ha parlato del piano di vaccinazione per il Covid-19. «Per primi gli operatori sanitari e gli ospiti delle Rsa. Pronti a intercettare tutti i soggeti a rischio entro il primo trimestre»

«Sembra che dall'Epifania, secondo quanto dice il ministro, potremo avere il vaccino per il coronavirus. Se sarà effettivamente così, la prima cosa che faremo sarà vaccinare tutti gli ospiti delle Rsa, le case di riposo: è la prima operazione per la messa in sicurezza, per proteggere da subito i candidati ideali del virus. Parliamo di 30mila ospiti delle Rsa che vanno vaccinati in tempi ultrarapidi». Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, nel corso del punto stampa di oggi. «Siamo già organizzati con tre lotti - ha spiegato - che vanno dedicati ai "nonni" e al personale sanitario. Tutti quelli a rischio siamo in grado di intercettarli entro il primo trimestre dell'anno. In via prudenziale ci siamo già mossi con le siringhe, ne abbiamo ordinati alcuni milioni».

In queste ore la regione Veneto è stata confermata in area gialla, anche se "a rischio". Dei timidi segnali di miglioramento ci sono: il carico di malati negli ospedali sembra sia rallentato, «da due giorni vediamo un segno negativo nelle terapie intensive», riepiloga Zaia. «Ma siamo entrati nella fase natalizia e sono preoccupato. Il distanziamento è sempre alla base di tutto, è vero che siamo ancora in zona gialla ma anche la zona gialla ha delle restrizioni chiare: il coprifuoco, bar e ristoranti chiusi alle 18, il divieto di assembramento e l'obbligo di mascherina».

Il tema del vaccino, dice il governatore, è vitale: «Per adesso non esiste una cura al Covid-19, magari arriverà un antivirale ma ad oggi l'unica soluzione scientifica è la vaccinazione. Se a fine dicembre arriva davvero l'approvazione al vaccino, noi possiamo partire a gennaio. Spero che non sia solo un auspicio, ma che diventi la realtà». Anche perché «altri modi non ce ne sono, un altro lockdown sarebbe una tragedia. È inevitabile che andiamo verso un "libera tutti" e il vaccino rischia di essere l'unica ancora di salvezza».

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