Dolo, Villa Salus e Jesolo se occorre saranno totalmente Covid Hospital

Piano di emergenza in Veneto. Quasi 3 mila posti aggiuntivi totali, 825 in terapia intensiva. Zaia: «Se fra 10 giorni l'andamento sarà questo, si rischia di andare in crash». Controlli Spisal nelle aziende

Il governatore Luca Zaia

Pronto un piano di emergenza per il coronavirus in Veneto. Lo ha annunciato domenica alle 13.30 in conferenza il governatore Zaia che ha fatto il punto sulla situazione regionale: «Se fra una decina di giorni l'andamento sarà questo - ha detto - si rischia di andare in crash». Oltre 2170 i contagiati, e più di 400 i ricoverati. Nelle terapie intensive 130 pazienti, ma ci sono ancora posti. Oltre un centinaio le persone dimesse. Dieci gli ospedali messi a disposizione nelle varie province all'occorrenza, dedicati ai pazienti Covid-19. A Venezia si tratta di 265 posti aggiuntivi a Dolo, 84 a Jesolo, e 217 a Villa Salus tra terapia intensiva, pneumologia semintensiva e malattie infettive. Quasi 3 mila posti in più in tutta la Regione, assommando quelli di terapia intensiva, terapia subintensiva e malattie infettive, di cui 825 in terapia intensiva, 383 di terapia subintensiva respiratoria (a regime sono 85), 1.777 di malattie infettive (a regime sono 165). «Se numeri e proiezioni porteranno a prevedere una crescita ulteriore, saremo attrezzati - ha detto Zaia -. Sarà come aver fatto la valigia prima di una partenza, avendo tutto l'occorrente in caso di imprevisti. Ricordiamoci che i morti in Veneto sono 63 finora». Gli altri Covid Hospital della Regione sono:  Belluno, Vittorio Veneto, Trecenta, Schiavonia, Santorso, Villafranca e Borgo Roma a Verona. Nel pomeriggio di domenica il direttore vicario di Villa Salus Mario Bassano e il direttore generale dell’Ulss3 Giuseppe Dal Ben si sono incontrati per definire modalità e protocolli di cura al fine dell’attivazione in tempi rapidi del servizio.

Mascherine e respiratori

Zaia ha avuto modo di parlare con il ministro della Salute Roberto Speranza nelle scorse ore, con il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e il direttore sanitario regionale Domenico Mantoan. «Le misure restrittive sono la direzione giusta, insieme alla politica dei tamponi», ha ribadito Zaia, annunciando da lunedì un piano anche di controlli a tappeto tramite Spisal in tutte le aziende, per vigilare sul rispetto delle indicazioni del protocollo per la sicurezza e sull'utilizzo dei dispositivi da parte dei lavoratori. Mascherine e dispositivi di protezione sono introvabili. «Mascherine e respiratori meccanici: è una carenza a livello planetario. Non passi l'idea che il Veneto non intende acquistarli - ha detto il governatore - Vanno a ruba tra le comunità e faccio appello al governo affinché permetta agli Enti pubblici, nel decreto che sta per essere approvato, la misura della lettera di credito, in modo che possiamo garantire al venditore cinese o turco di turno di avere la certezza dei suoi soldi: parliamo di transazioni per 6-7-8 milioni a pagamento anticipato, spesso gli interlocutori sono numeri di telefono, e più di qualcuno ha ricevuto scatoloni che sono arrivati anche vuoti - racconta il presidente -. Serve una norma per individuare elementi di protezione, ma serve una autorizzazione governativa. C'è una mancanza globale. Non escludo una produzione fatta in casa». In Italia si parla di 90 milioni di mascherine necessarie. Poi i reparti intensivi sono la sfida assieme a quelli Infettivi.

Ordinanza parchi

«Male fanno i genitori a non controllare i figli che escono di casa per ritrovarsi o giocare in gruppo al parco - commenta il governatore le segnalazioni arrivate da alcuni cittadini per il Bissuola a Mestre ma anche per altri parchi e aree cani della provoncia -. Sto valutando una ordinanza ancora più restrittiva». Appello anche per la frequenza delle visite al supermercato: «Non recatevi più volte al giorno ma una soltanto - dice Zaia -. Inutile inventare la mancanza del cartone del latte per farsi il giro in negozio. Il messaggio è: restare a casa».

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