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Porto Marghera fuori da aree di crisi: "Governo deve impegnarsi nel sostegno finanziario"

Il presidente della Regione Zaia ha rinnovato la richiesta ai ministri Calenda e Galletti di inserire Porto Marghera tra le aree di crisi industriale complessa

Le industrie si svuotano e la perdita di posti di lavoro continua senza soluzione di continuità. Filctem Cgil chiede un tavolo per discutere sull'esclusione di Porto Marghera dalle aree di crisi
Nonostante tutto, Porto Marghera, una delle aree industriali più importanti d'Italia, con il decreto correttivo del "Jobs Act" è stata esclusa dai finanziamenti per le aree di crisi. Una situazione che aveva già messo in allarme i sindacati, poi impugnata dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha rinnovato
ai ministri dello sviluppo economico Carlo Calenda  e dell'ambiente Gian Luca Galletti la richiesta formale di riconoscere Porto Marghera come area di crisi industriale complessa.

Zaia ha ribadito che la riqualificazione ambientale e la rigenerazione economica di Porto Marghera rappresentano da molti anni un punto focale nelle politiche regionali di gestione del territorio e di sostegno al tessuto produttivo del Veneto. Per contribuire al conseguimento di questi obiettivi, ancora nel 2011, con decreto della Direzione Generale per la politica industriale e la competitività del Ministero dello Sviluppo Economico, erano state accertate le condizioni per il riconoscimento di crisi industriale complessa dell'area. Ma le successive richieste formulate dalla giunta regionale non hanno avuto nessun riscontro e la Regione non è stata portata a conoscenza nemmeno del venir meno delle disposizioni relative al decreto.

"In ogni caso - sottolinea con Zaia ai ministeri e al governo - la questione relativa alla riconversione e riqualificazione industriale di Porto Marghera e delle aree limitrofe va tenuta nella massima considerazione a 360 gradi. È infatti ineludibile - aggiunge - che il Governo si impegni a sostenere finanziariamente, accanto alle opere di regolazione delle maree alle bocche della Laguna, la conclusione degli interventi di messa in sicurezza e di qualificazione ambientale della zona industriale di Marghera, come ampiamente sottolineato anche dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati".

L'obiettivo è quello di rendere Porto Marghera un'area ecologicamente attrezzata, "presupposto fondamentale per promuoverne la ripresa e lo sviluppo sostenibile e per avviare un processo di recupero produttivo di rilevanza nazionale, come ampiamente auspicato dalle istituzioni locali e dalle rappresentanti delle istanze economiche e sociali del Veneto".

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