«Vedo foto che mi fanno incazzare: aspetto 24 ore e rimetto il limite dei 200 metri»

Un nuovo monito del governatore Luca Zaia: «Bisogna avere rispetto per se stessi e gli altri». Ribadito l'obbligo di mascherina fuori casa, mentre l'opposizione fa notare che l'ultima ordinanza è sostanzialmente vuota

Zaia oggi in conferenza

«Ho visto foto di parcheggi di rifugi pieni di macchine. Sono foto che mi fanno incazzare, non costringetemi a rimettere il limite dei 200 metri». Queste le parole del presidente della regione Luca Zaia nel corso della consueta conferenza stampa dalla sede della protezione civile di Marghera. Nell'ultima ordinanza, in vigore da oggi, il governatore aveva tolto la restrizione dei 200 metri, associandosi a quanto previsto dall'ultimo dpcm del premier Giuseppe Conte, ossia la possibilità di muoversi, in maniera più generica, "in prossimità" della propria abitazione. «Questa misura - ha sottolineato Zaia - l'ho considerata un grande atto di fiducia. I nostri comportamenti incidono sulla nostra salute ma anche su quella degli altri. La distanza logica è quella che ci permette comunque di vedere la propria abitazione. Aspetto ancora 24 ore, - ha proseguito - se mi arrivano altre foto di chi pensa di fare scampagnate, torno sui miei passi».

TUTTE LE REGOLE DELLA NUOVA ORDINANZA

Zaia ha voluto commentare l'interpretazione di alcuni punti dell'ordinanza che hanno fatto discutere nelle ultime ore. In particolare ha ribadito che quando si esce di casa è indispensabile indossare la mascherina. Si può andare nel proprio giardino con naso e bocca scoperti, ma al di fuori è indispensabile coprirli. «Le mascherine ci sono, - ha ribadito Zaia - se non si riesce comunque a trovarne al supermercato e in farmacia ci si può coprire con un foulard».

Non a tutti piace l'atteggiamento del governatore. «Dalla Regione è uscita un'ordinanza che l'unica cosa che toglie è un limite messo dalla stessa Regione, due settimane fa: i 200 metri. E in più si impone un obbligo, quello di mascherine, guanti e detergenti per le mani, che la Regione stessa non ha garantito, ad esempio alle case di riposo», è il commento dei consiglieri regionali del Coordinamento Veneto2020, Cristina Guarda (CpV), Patrizia Bartelle (IIC) e Piero Ruzzante (LeU).

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