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Veneto, ricorso al Tar per riapertura scuole. Zaia: «Non ritiro l'ordinanza»

Il governatore ha specificato che solo se il ricorso sarà accolto gli istituti superiori ritorneranno in presenza. Per ora confermata la didattica a distanza al 100% fino al 31 gennaio

Lo aveva sottolineato già quando aveva apposto la firma sull'ordinanza: «Chiudere le scuole è una sconfitta». Il presidente della Regione Luca Zaia, nel rimarcare il pensiero, oggi nel corso del punto stampa dalla protezione civile da Marghera, ha aggiunto che fino a che non ci saranno le condizioni epidiemiologiche rassicuranti, le scuole non riapriranno. Attualmente, infatti, primarie e secondarie di primo grado sono aperte in presenza, gli studenti delle superiori, invece, sono costretti alla didattica a distanza al 100%, almeno fino al 31 gennaio, quando scadrà il provvedimento del governatore.

«Mi hanno annunciato questa mattina che è stato presentato un ricorso, - ha detto Zaia - è un diritto in democrazia farlo» e se il Tar accoglierà il ricorso le scuole dovranno quindi tornare alle lezioni in presenza. In caso contrario le cose non cambieranno almeno fino a febbraio. «Noi ci adegueremo alle indicazioni nazionali - ha aggiunto - solo se la condizione sanitaria sarà  compatibile con la riapertura». Nel frattempo questa sera alle 20.30 si terrà una riunione dei presidenti delle Regioni in cui si parlerà anche di questo tema.

Nel corso del punto stampa il governatore ha anche fatto il punto sulla questione vaccini, denunciando il taglio inspiegabile da parte di Pfizer: per la prossima fornitura, infatti, in Veneto è prevista una riduzione del 53% delle dosi.

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