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Scuole, Zaia: «Avrei imposto il fermo». Si vagliano chiusure di istituti per Comune

In base alle disposizioni del nuovo Dpcm, l'attuale valore d'incidenza di positivi non permette la chiusura delle scuole in Veneto. Per questo è stato avviato uno studio per procedere con le chiusure dei plessi dei singoli Comuni che presentino un valore oltre 250 ogni 100mila abitanti

Non lo ha nascosto nel corso del punto stampa dalla sede della protezione civile di Marghera di oggi: il presidente della Regione Luca Zaia avrebbe imposto il fermo prudenziale di tutte le scuole. Il nuovo Dpcm, firmato ieri dal premier Mario Draghi, è invece chiaro sul fronte dell'istruzione in presenza: gli istituti scolastici di ogni ordine e grado chiudono in zona rossa e in tutte le Regioni nelle quali, su analisi settimanale, si registra un'incidenza pari o superiore a 250 positivi ogni 100mila abitanti.

Zaia: «Avrei imposto chiusura prudenziale delle scuole»

Il pensiero di Zaia è differente: «Ho detto ai ministri che chiudere le scuole in zona rossa è come chiudere la stalla quando i buoi se ne sono andati. Non capisco, - ha affermato - quale sia la ragione scientifica per cui vale la chiusura con un'incidenza di 250 e non 200, nessuna me lo ha spiegato». Sta di fatto che ad oggi quel valore in Veneto è ben inferiore a 250, il più alto si registra a Padova, con 198. Per questo motivo la Regione avvierà uno studio, d'accordo con il dottor Luciano Flor, dirigente generale della Sanità veneta, e con il dipartimento di prevenzione, per verificare l'incidenza nelle varie province così come in tutti i singoli Comuni.

Il piano, che nell'idea della Regione dovrebbe essere attuato non appena saranno stati raccolti i primi dati, è quello di operare delle chiusure chirurgiche degli istituti scolastici nei singoli Comuni in cui si registri un'incidenza superiore a quella imposta dal Dpcm. Si tratta, nei fatti, di un escamotage per ovviare a delle direttive che impediscono di agire a livello regionale in assenza di determinati parametri. «Anche se volessi chiudere ora tutte le scuole in Veneto, - ha detto il governatore - non lo potrei fare».

Zaia ha ribadito ancora una volta che è innegabile che la scuola abbia comportato un rialzo nei contagi. «Pensate agli assembramenti nelle ricreazioni e alle fermate dei tram,  - ha sottolineato - oltre alla compresenza di 20 studenti in una stessa aula per diverse ore al giorno. Le scuole non hanno colpe, ma vige l'obbligo di non mettersi dentro all'ideologia su questi argomenti. Chi protesta sull'eventuale chiusura ha ragione da vendere, ma di fronte a questa tragedia abbiamo l'obbligo di essere obiettivi. Lo ha detto anche ieri il ministro Bianchi».

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