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Otto nuovi posti letto a Jesolo: Zaia presenta l'unità riabilitativa

È la prima del Veneto. "Significativo che avvenga qui: confermiamo che l'ospedale unico non si farà, potenzieremo Portogruaro e San Donà"

Una nuova eccellenza in ambito ospedaliero vede la luce a Jesolo. Non solo un'opera concreta e utile alla cittadinanza, ma un segnale che lascia ben sperare per il futuro: "È significativo che la prima unità riabilitativa territoriale del Veneto sia qui - dice Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, alla presentazione di venerdì - perché dimostra che continuiamo ad investire nell’ottica più moderna, quella della maggior deospedalizzazione possibile". L'opera "si inserisce in una strategia complessiva che, al fianco e in aggiunta di 80 milioni di prestazioni erogate in Veneto in un anno, punta ad integrare ospedale e territorio e ad aumentare l’assistenza extraospedaliera a chi non è nella fase acuta della patologia e che quindi non ha bisogno di ricovero".

La nuova Urt di Jesolo è costituita da 8 posti letto. È una struttura intermedia, volta a garantire le cure per quei pazienti che sono stabilizzati dal punto di vista medico, che non richiedono assistenza ospedaliera, ma che sono troppo instabili per poter essere trattati in un regime ambulatoriale o residenziale. I destinatari di questa struttura sono persone fratturate polipatologiche e traumatologiche, pazienti a lento recupero funzionale (ma non solo) che hanno già effettuato riabilitazione intensiva, come persone colpite ad esempio da ictus, sclerosi multipla, Parkinson, SLA.

Zaia ha anche visitato iI nuovi poliambulatori specialistici, collocati al primo piano del presidio ospedaliero. Accompagnato dal direttore dell’Ulss 10, Carlo Bramezza, Zaia ha poi incontrato e ringraziato gli albergatori di Jesolo rappresentati dal loro Presidente Massimiliano Schiavon, che hanno donato alla Fisiatria due tapis roulant ed una cyclette per la rieducazione motoria e l’analisi della capacità del passo. Al termine della visita il governatore ha anche ribadito che “per quanto riguarda l’ospedale unico del Veneto orientale la partita è chiusa: non si farà e investiremo tutto il necessario per potenziare gli ospedali di San Donà e Portogruaro".

"Quello che un tempo era un ospedale di 'vecchia' concezione, oggi si è trasformato in una vera e propria cittadella della salute sul lungomare di Jesolo - aggiungono dall'Ulss 10 - Un modello d’integrazione ospedale-territorio come nella filosofia della programmazione regionale. L'ospedale è stato trasformato in un polo sanitario che pullula di attività e di utenti". "I 70 posti letto previsti per Jesolo sono oggi un realtà - puntualizza Bramezza - ripartiti in 25 per la medicina fisica e riabilitazione, 25 per la medicina, 20 per la lungodegenza divisi a loro volta in 10 per la cardiologia riabilitativa e 10 per la riabilitazione fisiatrica. A questi si aggiunge una punta di diamante di questa azienda: l’apertura della prima struttura intermedia di cura del Veneto, l’Urt. Oltre a questo, nello stesso edificio sono stati collocati anche i poliambulatori con un’offerta di 22 diverse attività specialistiche".

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