Cronaca

Zaia: «Veneto in area arancione per due settimane», ma tutto dipende dai nuovi parametri

I governatori sono contrari all'ingresso in area rossa con un'incidenza di 250 casi ogni 100mila abitanti, ora la palla passa al Governo. Speranza mercoledì presenterà le misure in Parlamento

Zaia e Rigoli oggi in conferenza stampa

Il governatore Luca Zaia nel corso del punto stampa di oggi dalla sede della protezione civile di Marghera ha spiegato che la zona arancione in Veneto durerà un paio di settimane. Questo significa che la misura che vede la nostra Regione collocata nella fascia di rischio intermedia dovrebbe durare oltre la scadenza del Dpcm attualmente in vigore (15 gennaio) almeno fino al 22. Se non oltre.

Ma facciamo un po' di chiarezza. Il nuovo decreto del premier Giuseppe Conte non sarà firmato prima di tre o quattro giorni. L'esecutivo di Governo è infatti al lavoro in queste ore, ma come sottolineato dallo stesso Zaia sarebbe in una fase ancora embrionale. La videoconferenza tra governatori, Anci, Upi e ministri Boccia e Speranza è durata due ore e ha visto la maggior parte dei presidenti presenti contrari all'ipotesi dell'Iss (Istituto superiore di sanità) di entrare in zona rossa con un'incidenza di 250 contagi ogni 100mila abitanti. Per Zaia non si tratta di un parametro idoneo: «Abbiamo chiesto che siano valutati dati uniformi e concordato sul fatto che l'incidenza dei positivi è un fatto scientifico, ma funziona se tutte le Regioni fanno tamponi nella stessa percentuale sulla popolazione. Non si può paragonare chi come noi ne fa 60mila al giorno con chi ne fa 400 come la Basilicata. È difficile allineare dati così».

Confermato il sistema delle fasce

Intanto una nuova riunione tra Governo ed enti locali è stata convocata per giovedì mattina alle 10.  Al centro dell'attenzione oggi ci sono state anche le preoccupazioni legate alle nuove restrizioni previste e alle relative conseguenze sul piano economico e occupazionale, fra cui la possibilità di introdurre nuovi divieti per i bar sull'asporto dopo le 18 del pomeriggio. La richiesta che proviene dalla conferenza delle Regioni, da Anci e Upi è di agire con la massima cautela e dopo una seria riflessione anche sui risvolti economici. Unica certezza. Tutte le attività che rimarranno chiuse «saranno ristorate». A garantirlo è stato il ministro Boccia, ribadendo anche la validità del sistema a fasce: «Ci ha salvato due volte da un nuovo lockdown».

Il divieto di circolazione fra Regioni dovrebbe essere mantenuto e varrà anche per la zona gialla. Confermata anche la possibilità di visite a domicilio introdotta durante il periodo delle feste. «Il divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici si e' dimostrata una norma ragionevole che ha funzionato nel periodo natalizio. Credo che avrebbe senso confermarla», ha detto a Rai Radio2 Speranza. «Domani sarà il Parlamento ad esprimersi  - ha continuato - ed entro giovedì-venerdì avremo un testo definitivo».

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