Zaia ai Prefetti: "Via i profughi da località balneari, turismo a rischio"

Venerdì la lettera firmata dal presidente della Regione Veneto: "Effetti devastanti sull'economia". Lunedì l'incontro con Domenico Cuttaia

Via subito tutti i profughi attualmente collocati nelle località turistiche del Veneto e stop alle nuove allocazioni. È questo il senso di una lettera ufficiale inviata venerdì dal Presidente della Regione Veneto a tutti i Prefetti del Veneto, nella quale il governatore si fa portavoce degli allarmi, dei timori e degli appelli a lui rivolti da sindaci, cittadini e imprenditori del turismo Veneto, che vedono minacciato il buon esito della stagione estiva dall’invio di profughi, già avvenuto in varie località.

"Facendo mio lo sgomento di quanti mi hanno in ogni modo e in ogni dove manifestato la propria preoccupazione che una simile ridda di voci e di azioni possa determinare un effetto devastante sulla stagione turistica in corso, e soprattutto un boomerang sulle prenotazioni a causa delle pubblicità negativa che i media internazionali sono pronti a rilanciare su vasta scala avvantaggiando i Paesi confinanti – scrive il governatore – sono a chiedere con la presente di provvedere allo sgombero con la massima urgenza di tutte le strutture ricettive e degli alloggi già occupati da immigrati nelle località turistiche e a desistere dal procedere a nuove allocazioni".

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"Gli annunci delle ultime ore – aggiunge tra l’altro il presidente - che individuano strutture ricettive e turistiche, oltre ad immobili di privati cittadini, nelle zone del litorale veneto e del bacino termale euganeo quali sedi in cui allocare gli ultimi arrivi di immigrati, seguiti da episodi di vero e proprio ‘scarico’, avvenuti recentemente nel trevigiano e nella zona dei Colli nel padovano, stanno facendo montare la protesta delle comunità locali, dei sindaci dei Comuni minacciati e degli operatori turistici, i quali, attraverso le loro organizzazioni di categoria, mi hanno rivolto un accorato appello in difesa dei territori e della stagione turistica. Una stagione che, iniziata sotto una congiuntura favorevole, rischia, a causa degli allarmismi derivanti da una simile situazione di emergenza, di venire irrimediabilmente compromessa".

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