Cronaca

Zaia vorrebbe riaprire le scuole da lunedì

Ha commentato i dati aggiornati della diffusione del virus: «Siamo fiduciosi, non c'è una crescita esponenziale. Lavoriamo per tornare rapidamente alla normalità»

«Sono dell'opinione che si debbano riaprire le scuole da lunedì», ha detto stamattina il presidente del Veneto Luca Zaia, aggiungendo che tutti stanno lavorando «per un rapido ritorno alla normalità». «Io spero che lunedì si riaprirà tutto - ha comunicato - a meno che la comunità scientifica non dica che c'è un pericolo incombente». La decisione sarà presa, d'intesa con il ministero, di qui alle prossime ore, e comunque entro la fine della settimana. Per ora il provvedimento di sospensione delle attività scolastiche - così come delle attività dei musei, delle chiese e dei cinema - è valido fino all'1 marzo.

Il contagio sembra circoscritto

Le dichiarazioni del governatore sembrano un buon segnale, relativamente al contenimento della diffusione del coronavirus: «Siamo a quota 98 contagiati, più della metà asintomatici - ha detto -. È un incremento minimo rispetto a ieri, per cui siamo fiduciosi, la visione è positiva. Per ora i dati sono contenuti e nella norma, l'andamento e la gestione dell'emergenza vanno bene. L'altro dato molto positivo è che non abbiamo una crescita esponenziale dei casi, quindi sembra che il contagio sia sufficientemente circoscritto». Per questo l'intenzione è di «non reiterare l'ordinanza che scade domenica». Della stessa opinioni sono le Cna (confederazioni dell'artigianato) di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna: «L'attività delle regioni va portata quanto prima alla normalità», hanno scritto in una nota unitaria rivolgendosi alle istituzioni del governo e ai governatori regionali.

La situazione dei contagiati

Nel frattempo il governatore ha firmato una variazione alla direttiva che stabilisce l'impiego dei tamponi per rilevare casi di positività al virus: «Da ieri sera è più restrittiva e più dettagliata - ha detto Zaia -. I nostri medici sanno a chi devono fare il tampone e a chi no». L'assessore Lanzarin ha riassunto così la situazione sanitaria: «Sui 98 casi di positività abbiamo 27 ricoverati: 8 nelle terapie intensive, gli altri nei reparti di Malattia infettiva. Tutti gli altri sono a domicilio e asintomatici, inoltre ricordiamo 2 dimissioni. Anche la bambina di Padova è asintomatica a casa».

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