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Vittorio Zappalorto punta sul piano triennale di rientro del deficit

Sono 65 i milioni di euro che devono rientrare nelle casse del Comune di Venezia. Il commissario ha deciso di spalmare il buco su più anni

L'inevitabile scelta è stata illustrata direttamente dal sub commissario al Bilancio Vito Tatò. Varare un bilancio ordinario non è più possibile, quindi è inevitabile aderire al piano pluriennale di rientro, spalmando così il buco in più esercizi. La possibilità, come riporta Il Gazzettino, viene data agli enti locali per evitare di dover fare dei tagli lineari che comporterebbero sacrifici difficilmente accettabili dai cittadini.

Il piano pluriennale di rientro non è di certo segno di una situazione rosea, ma permette di rimarginare il buco da 65 milioni di euro in più anni. Non sarà di certo indolore per i veneziani, che tra pochi mesi si troveranno a votare il prossimo sindaco. Sarà il nuovo primo cittadino a dover fare le scelte politiche migliori per rimarginare il buco, avendo ora anche a disposizione le ipotesi tecniche lasciate dal commissario.

I margini di manovra per il nuovo sindaco però saranno inevitabilmente molto ristretti. La situazione lavoratori poi si fa sempre più complicata, da una parte si cerca di continuare la deprecarizzazione, mentre dall'altra si è costretti a non assumere nessuno sino a che non saranno riassorbiti gli esuberi delle amministrazioni provinciali. Sul tema dei lavoratori si giocherà molto nella campagna elettorale per la poltrona di sindaco di Venezia.

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