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Zeolite Mira, un altro presidio dei lavoratori cassaintegrati. "Siamo in attesa di risposte"

Si è tenuto giovedì pomeriggio, verso le 14.30, il picchetto dei lavoratori, a casa dallo scorso settembre. I sindacati chiedono chiarezza sul futuro dei 40 dipendenti

Un altro presidio dei lavoratori della Zeolite Mira. È andato in scena giovedì pomeriggio, a partire dalle 14.30 di fronte alla sede della Città Metropolitana, proprio in concomitanza con l'incontro che si è tenuto all'interno negli uffici, per discutere della difficile vertenza che si protrae da molto tempo, e che ha portato alla sospensione della produzione. Dopo mesi di silenzio, in attesa di un progetto da parte della stessa Zeolite, che aveva l'obiettivo di rendersi autonoma sui servizi del trattamento acque rispetto a Reckitt Benckiser, con la quale era nato un contenzioso, il sindacato ha chiesto chiarezza sul futuro dei 40 lavoratori, a casa in cassa integrazione straordinaria dal mese di settembre 2015.
 
"Siamo convinti - si legge in una nota della Filctem Cgil - che il progetto possa dare risposte e continuità alla produzione e che risolverebbe il grosso del contenzioso in essere tra le due società. Rendere Zeolite Srl autonoma per i costi del trattamento delle acque significa fare in modo che la stessa non sia più soggetta a continui aumenti dei costi fissi, che l'hanno portata alla chiusura delle attività". La richiesta è quella che l'azienda sia chiara rispetto alle proprie reali intenzioni. "Da una parte sviluppa un progetto che sembra indirizzato alla riapertura delle attività, dall'altra sta facendo forzature nel confronto delle osservanze sindacali, per arrivare in tempi brevi a firmare una procedura di mobilità per il licenziamento di tutto l'organico, che chiuderebbe definitivamente ogni speranza".
 
Ma i sindacati non sono disposti ad accettare una forzatura del genere.
"Nel mese di settembre 2015 era stato siglato un accordo con le Istituzioni locali, che concedeva un anno di cassa integrazione straordinaria con l'affiancamento di una mobilità volontaria. La mobilità volontaria avrebbe permesso ad alcuni lavoratori di essere ricollocati presso altre aziende, le quali avrebbero usufruito degli sgravi fiscali per l'assunzione dei lavoratori in mobilità. Ci troviamo di fronte ad un'azienda che non rispetta tali accordi, ostacolando le opportunità sopra riportate".

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