Cronaca

«Vi spiego perché ci sono i segni della terza ondata e l’unica soluzione è il lockdown nazionale»

Andrea Crisanti a Today dice che bisogna intervenire adesso per evitare che la situazione si aggravi poi: «I casi sono in aumento e la variante inglese è in crescita»

Alla fine le Regioni si rimangiano il lockdown nazionale soft. Sulla zona arancione scuro proposta dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini i governatori non trovano un'intesa, soprattutto dopo la bocciatura di Matteo Salvini che costringe a un passo indietro i presidenti leghisti e di centrodestra: "Zona arancione in tutta Italia? Basta con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, se ci sono zone piú a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto, si acceleri sul piano vaccinale ma non si getti nel panico l’intero Paese".

Intanto a Today, Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova, ha spiegato che non c'è tempo da perdere: «È evidente che sta per arrivare la terza ondata dell’epidemia di coronavirus. Le Regioni non lo vogliono capire. I presidenti sono il maggior ostacolo all’introduzione delle misure. Bonaccini propone la zona arancione scuro? Era contrario dieci giorni fa», dice. «Da quanto tempo i tecnici hanno detto che c’è il rischio terza ondata? Avremmo dovuto fare il lockdown a Natale, questa è la verità”, spiega. E questo perché «i segnali della terza ondata ci sono tutti, la variante inglese è già al 35%, fra due settimane rischiamo 40mila casi».

La crescita dei contagi però non è ancora iniziata. «C’è sempre un periodo di latenza da considerare. Certe curve all’inizio sono piatte e poi improvvisamente vanno verso l’alto. Ci stiamo avviando verso la terza ondata. Forse riusciamo per una volta a fermarla prima che ci esploda tra le mani però…». Con il lockdown? «Certo. C’è poca differenza tra zona rossa ed arancione, ma una stretta va fatta».

L’idea del professore è che sia necessario intervenire prima per evitare che la situazione si aggravi poi: «Ci sono tutti i segni di un inizio della terza ondata: casi in aumento e variante in rapida crescita. Se vuoi curare una polmonite non aspetti che lo diventi, cerchi di curarla prima che si aggravi. Non dobbiamo aspettare di arrivare a 50mila casi al giorno per capire che abbiamo un problema e bisogna intervenire», conclude Crisanti. Il professore parla del 35% di nuovi casi di variante inglese registrati in un giorno in Toscana, dato che si pensa sia la prova di una grande velocità di propagazione visto che si tratta di un dato molto più alto di quello trovato il 3 e 4 febbraio, quando è stata fatta la prima ricerca per il ministero e si era intorno all'8%.

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