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Quando il Veneto può passare in zona arancione

Il weekend pasquale sarà zona rossa per tutta Italia, quasi impossibile il passaggio temporaneo nella fascia di rischio più moderata con il prossimo monitoraggio dell'Iss. La data papabile è quella del 6 aprile

L'ultimo report dell'Istituto superiore di sanità (Iss) sulla situazione epidemiologica in Italia riporta un aumento dell'incidenza di positivi a livello nazionale, che supera i 250 casi per 100mila abitanti, il valore - per intendersi - che comporta in automatico la zona rossa. L'Rt medio, al 19 marzo, si assestava a 1,16 (range 1,02-1,26) per il periodo 24 febbraio - 9 marzo e per la settima settimana consecutiva è stato confermato il peggioramento generale del livello di rischio. In crescita il numero di ricoverati in terapia intensiva e anche in area non critica, con un tasso di occupazione sopra la soglia critica (rispettivamente 30 e 40%). Questo a livello nazionale.

In Veneto situazione da zona rossa piena

Guardando a livello regionale, l'Rt è sceso in maniera molto modesta, passando da 1.28 a 1.25, valore da piena zona rossa. Allo stesso tempo è cresciuta nettamente l'incidenza dei positivi, passati a 245 ogni 100mila abitanti: un valore molto prossimo a 250 (altro parametro base per l'accesso diretto in zona rossa). La permanenza minima nella zona rossa è di 14 giorni e il 29 marzo, se i dati migliorassero in modo sensibile, sarebbe il primo giorno utile per il Veneto per il passaggio in zona arancione; ad oggi, si tratta di un'ipotesi altamente inverosimile, dal momento che difficilmente in 7 giorni ci si potranno aspettare dei "miracoli".

Gli ultimi dati sul contagio in Veneto, per altro, non sono rassicuranti. Gli ultimi bollettini di Azienda Zero, infatti, da alcuni giorni riportano dati in netta crescita sul fronte delle nuove positività, circa 2000 ogni 24 ore, quando fino ad un paio di settimane fa il dato si assestava tra gli 800 e i 1000 casi. Appare piuttosto scontato che almeno fino a lunedì 5 aprile (lunedì dell'Angelo) il Veneto resterà in zona arancione. Va comunque ricordato che nei giorni delle feste pasquali, ovvero il 3, 4 e 5 aprile, tutta Italia sarà comunque in zona rossa, così come disposto dall'ultimo decreto legge. La speranza, ora, è che il confinamento per altre due settimane possa essere il viatico per ambire ad un allentamento delle misure restrittive a partire da martedì 6 aprile.

Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato che il sistema a colori resterà in vigore anche alla scadenza del Dpcm che lo ha reiterato. «La scelta - ha affermato - è stata confermata dagli ultimi decreti del Governo e credo sia la più efficace a rendere le misure proporzionali alla differente situazione epidemiologica dei territori. Per cui sì, sarà confermata». In linea teorica, dopo il 6 aprile si dovrebbe tornare al "vecchio" sistema a colori che prevedeva la divisione in zone rosse, arancioni, gialle e bianche. Ma a questo punto nulla può essere escluso. Quanto agli sposamenti tra le Regioni Speranza ha detto che molto dipenderà dal quadro epidemiologico, «ma i nostri scienziati confidano che le misure adottate e il numero sempre più ampio di persone immunizzate possano migliorare la situazione in tempi non troppo lunghi». Insomma, la situazione è in divenire e del resto alla scadenza dei decreti mancano ancora più di due settimane.

La speranza di una riduzione grazie ai vaccini

Inutile dire che con l’Italia colorata di rosso e arancione, ci si aspetterebbe una drastica riduzione nel numero dei nuovi casi giornalieri così come è avvenuto a novembre con la seconda ondata. Anche la campagna vaccinale però potrebbe iniziare a dare risultati in termini di riduzione di ricoveri e decessi. Secondo l’Iss sta già avvenendo: «Analizzando il numero di casi di infezione da Sars-CoV-2 nella popolazione suddivisa per fascia di età 60-79 anni e maggiore di 80, si osserva un andamento molto simile nelle due fasce fino all’inizio di febbraio con una piccola inversione di tendenza nell’ultima settimana», si legge in un report pubblicato ieri sulla base di dati aggiornati al 17 marzo.

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