menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Zona Franca Urbana, ipotesi Murano per salvaguardare la produzione del vetro

Durante l'incontro "La Zona Franca: asset strategico per lo sviluppo del territorio metropolitano" tenutosi a Venezia, si è parlato di un'ipotesi per il futuro dell'arte vetriera

Zona Franca Urbana a Venezia, ipotesi Murano. L'idea è emersa lunedì mattina nella sede della Città Metropolitana, durante l'evento "La Zona Franca: asset strategico per lo sviluppo del territorio metropolitano", promosso da Unioncamere del Veneto con la collaborazione di Confindustria Venezia Rovigo e Autorità Portuale di Venezia.

La ZFU, all'interno dell'isola, potrebbe arrestare il declino della produzione del vetro artistico. Una soluzione per quale non basterà un intervento "una tantum", ma una saranno necessari una serie di provvedimenti coerenti e convergenti, nella consapevolezza che salvare quest'industria è salvaguardare parte delle nostre identità e una delle attrattive che la città utilizza per il richiano turistico.

La riflessione in merito alla valorizzazione della Zona Franca di Venezia risulta cruciale al giorno d'oggi, in concomitanza con la redazione del Piano Strategico della Città Metropolitana di Venezia che andrà a disegnare il futuro del territorio dei prossimi anni. Se la capacità competitiva di un sistema produttivo aumenta laddove l’attività di impresa trova condizioni favorevoli di crescita e collaborazione, va dato atto alla Città Metropolitana di Venezia di essere tra le poche istituzioni ad aver introdotto nel proprio Statuto la pratica della co-progettazione con le categorie economiche.

La Free Zone che già esiste a Marghera, ma che necessariamente deve essere ampliata, può essere una leva attrattiva per richiamare nuovi investimenti e rivitalizzare il territorio. E proprio la vocazione manifatturiera va infatti mantenuta, rafforzata e modernizzata perché in grado di trainare ed avere un effetto moltiplicatore sul resto dell’economia. Ecco perché l’obiettivo concreto è quello di chiedere l’istituzione di una Zona Franca Urbana in grado di recuperare, senza stravolgimenti, i tratti tipicamente “industriali” dei luoghi e di dare un nuovo impulso allo sviluppo dell’economia del territorio, stimolando lo sviluppo di nuova imprenditorialità.

Commenta il sottosegretario all'Economia e Finanze, Pier Paolo Baretta: "Stiamo lavorando per dare una risposta concreta, ma dobbiamo essere consapevoli che la Zona Franca non è un fattore miracoloso, quanto piuttosto un'opportunità su cui bisogna innestare un volano. Venezia parte avvantaggiata per tre ragioni: la prima è che la Zona Franca già c'è e che per allargarla non c'è bisogno di una norma primaria. In secondo luogo, Venezia è l'unica città metropolitana del Nordest. Infine, Venezia è Venezia e quindi ha un fattore di attrazione nel mondo intero che la agevola. Dobbiamo tenere presenti due punti fermi. Il primo: l'interesse dei cinesi a investire a Venezia rappresenta un aspetto decisivo per il nostro sviluppo. Il secondo è che effettivamente l'assenza nella riforma sulla città metropolitana di una più stringente piattaforma dell'Altoadriatico e dell'Altotirreno è un limite e noi potremmo prendere l'impegno di portare avanti questo lavoro. Sottolineo il rischio di inflazione delle Zone Franche, che di fatto avrebbe l'effetto di rendere inutile il provvedimento".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Sciopero generale, Sgb incrocia le braccia per 24 ore nei trasporti

Attualità

Rischia di saltare la prima della scuola media Calvi

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento