Abbigliamento, colpo di grazia del Covid19: vendite in calo fino all'80%. «Ripensare alla produzione italiana»

Ad affermarlo è Giannino Gabriel, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio di Venezia e del Veneto

«Le necessarie misure di contenimento alla diffusione del virus Covid-19 hanno di fatto bloccato le vendite in tutti i negozi non alimentari e, per il fashion in generale, si tratta a tutti gli effetti di una sospensione totale delle vendite».

Dati

Ad affermarlo è Giannino Gabriel, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio di Venezia e del Veneto, che prosegue: «Per quanto riguarda gli acquisti degli stranieri, che sono una componente molto importante nella moda, il totale fermo di arrivi di turisti cinesi, che rappresentano il 30% dello shopping, ma anche di russi ed americani, sta provocando un danno rilevante anche in Veneto, stimato in alcuni miliardi di euro. Sul fronte del mercato interno si sta assistendo in questi ultimi giorni ad un’importante flessione dei ricavi, tra il 60% e l’80%, sia nella Città Metropolitana di Venezia che in Veneto anche a fronte dello stato di psicosi e paura, che si è ingenerato.»

Misure urgenti

Il settore del retail, della moda e degli accessori  ha accusato un colpo durissimo dalle realtà più vivaci come Venezia, dove il turismo è scomparso, ai centri minori. In particolare per i negozi indipendenti e multibrand a conduzione familiare, questa crisi agisce già su una patologia pregressa; il settore è infatti da tempo in sofferenza. «Il problema riguarda anche l'intera filiera  –prosegue Gabriel  –  Mi domando cosa succederà, visto che la stragrande maggioranza dei prodotti di moda proviene da Paesi, ad esempio, come Cina, Bangladesh, Birmania e quale sarà lo stock di prodotti, che tali imprese  riusciranno a garantire. Si potrebbe pensare ad un reshoring, cioè al ritorno di produzioni nazionali.» Federazione Moda Italia si sta mobilitando, con tutta Confcommercio, perché le misure, che  il Governo sta per adottare, siano davvero inclusive di tutti i comparti, compreso il retail della moda. «Federazione Moda Italia – conclude il presidente, Gabriel - ritiene indispensabili ed urgenti queste misure: una moratoria fiscale e finanziaria sulle utenze; il differimento del pagamento dei canoni e l'agevolazione di locazione anche attraverso sgravi ai locatori; la reintroduzione della cedolare secca al 21% sugli affitti di immobili commerciali; il dimezzamento della soglia del tax free shopping, ora fissata a € 154,95  e che favorirebbe il commercio non solo su prodotti del lusso; il differimento delle tratte bancarie ai fornitori in scadenza; la sospensione delle segnalazioni in centrale.»

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