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Economia Marghera

La "risurrezione" di Porto Marghera: "Dalla sua bonifica passa lo sviluppo"

Firmato oggi l'accordo di programma, che dura dieci anni, per la riconversione industriale dell'area. Il sindaco Orsoni: "Tornerà a costituire un volano per l'economia del Nordest"

Si parte da qui. Da Porto Marghera per ricostruire l'Italia produttiva che sarà. Oggi a Palazzo Balbi sindaco Orsoni, presidente Zaccariotto, governatore Zaia e ministro Clini erano coscienti di essere di fronte a un momento a suo modo "storico" per l'economia veneziana, se non di tutto il Belpaese. E' stato finalmente firmato, infatti, il protocollo sulle bonifiche e la riqualificazione ambientale del sito industriale di Porto Marghera, all'insegna dell'ecosostenibilità e dello sviluppo. Hanno apposto la loro firma anche il Magistero delle Acque e l'Autorità portuale. Cinque miliardi di investimento, tre pubblici e due privati, e centinaia di aziende pronte a sbarcare in laguna.

La firma dell'accordo di programma per la bonifica di Porto Marghera

"Sono convinto che quest'area tornerà a costituire un volano per l'economia del Nordest - ha dichiarato il sindaco Giorgio Orsoni - con grandi prospettive occupazionali. Il punto di svolta è stata la scelta del Comune, in condivisione con la Provincia, di stabilire una volta per tutte nel Pat che questa è e sarà area industriale, eliminando qualsiasi equivoco e annullando qualsiasi forza speculatrice"

 

IL DOCUMENTO - L'accordo di programma per la riconversione industriale, in chiave ambientale, di Porto Marghera è racchiuso in un documento di 14 pagine, formato da 12 articoli. Scopo dell'accordo, è di avviare la "rinascita" di uno dei 57 siti di interesse nazionale del Paese. Punto fondante del rilancio di Porto Marghera sarà "l'accelerazione e semplificazione delle procedure di bonifica" per giungere sia al "ripristino ambientale", sia allo "sviluppo di attività produttive sostenibili", coerenti con l'esigenza "di assicurare il rilancio dell'occupazione".

MESI AL POSTO DI ANNI PER LE BONIFICHE - L'accordo, che ha una validità di 10 anni, stabilisce anche la tempistica per l'avvio dei progetti di bonifica. Le attività dovranno iniziare entro sei mesi dall'approvazione del progetto, fatte salve le operazioni di emergenza per le quali il ministero dell'Ambiente, in fase di approvazione, ha facoltà di richiedere tempistiche inferiori. I progetti di riconversione ai quali si punta riguardano principalmente la cosiddetta chimica verde, l'energia, la logistica, la nautica, la cantieristica, l'innovazione e la ricerca.

FONDO DI 20 MILIONI - Il documento, che semplifica le procedure di bonifica per la prima volta in Italia, utilizza un fondo di rotazione in dotazione alla Regione (20 milioni di euro) per incentivare la bonifica in favore delle piccole e medie imprese.

INTESA CON ENI - "Ora ci attende l’accordo con Eni per le aree inattive del sito industriale - ha specificato Orsoni - che è in fase di ultimazione. Sarà il primo segno concreto del nuovo capitolo intrapreso".

MINISTRO CLINI - Soddisfatto il ministro Corrado Clini, che conosce da decenni la storia del polo industriale veneziano: "Questo - ha spiegato - è il modo migliore per risanare l'ambiente, non lasciandolo là 'come sta', ma si risana gestendolo. Questo accordo fa scuola e io ne sono molto contento".

ZAIA - A fare gli onori di casa il presidente del Veneto Luca Zaia: "In un momento in cui si parla di rilancio dell’economia, agevolare tre miliardi di finanziamenti pubblici e 2,7 miliardi di finanziamenti privati per insediamenti in quest’area è fondamentale - ha commentato - Con questa firma non serviranno 3 o 4 anni per avere l’autorizzazione per un adeguamento o per una attività nuova, ma 4 o 6 mesi; significa bonificare per davvero Porto Marghera e credere in questa sfida. Poi ci sarà la ‘fase 2’ e sarà importante la chiusura partita con Eni per i primi 108 ettari. Ma Porto Marghera – ha concluso il governatore – non sarà più un punto di debolezza del Veneto, bensì ne diventerà un punto di forza”.

 

ZACCARIOTTO - D'altronde i numeri snocciolati dalla presidente della Provincia Francesca Zaccariotto fotografano una crisi occupazionale ancora drammatica, e "in questo 2012 non si intravedono schiarite: 12mila i posti di lavoro persi negli ultimi quattro anni e 4mila e 500 i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità negli ultimi dodici mesi - ha spiegato la titolare di Ca' Corner - 1.549 i lavoratori licenziati e inseriti nelle liste di mobilità della provincia tra gennaio e febbraio 2012; 1.612 i lavoratori coinvolti nelle procedure di crisi in quest’ultimo bimestre 2012; 44 le aziende che hanno avviato la procedura di crisi nei primi due mesi del 2012 - l’anno scorso nello stesso periodo erano state 35, sono 9 in più. La firma di oggi, dunque, è importantissima - ha concluso Zaccariotto - è un segnale positivo, concreto, di ottimismo, di speranza reale e non utopistica. Andiamo avanti, noi faremo tutta, e fino in fondo, la nostra parte".

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