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Acquistare dalla Cina non conviene più, meglio il Bangladesh e l'India

I dati della Camera di Commercio evidenziano una tendenza ottima per l'export, mentre per le importazioni Pechino viene ormai "snobbata" in favore di Dacca

Niente più acquisti in Cina, o almeno non più così tanti: le imprese veneziane stanno cambiando le proprie abitudini e, invece di comprare da Pechino (terzo mercato di riferimento per l'import), guardano verso altri lidi, dove si può trovare la stessa, bassa, qualità ma a prezzi anche migliori. È questo il trend più interessante che emerge dagli studi della Camera di Commercio lagunare, riportati dal Gazzettino.

NUMERI ALLA MANO - Il calo registrato negli ultimi mesi sarebbe del 4,4%, interessando direttamente i settori dell'abbigliamento (-6,6%), delle calzature (-21%) e arrivando fino a cuoio, borse e articoli da viaggio (-27,8%). Nel complesso si tratta del comparto più “forte” per l'import, che in totale muove circa 80 milioni di euro. Ora si preferisce acquistare dal Bangladesh, che con prezzi sensibilmente inferiori rispetto alle controparti cinesi offre la stessa qualità, o dall'India, che al contrario chiede qualche euro in più ma in cambio garantisce un livello leggermente più alto.

Ben diverso invece il discorso esportazioni, dove il Veneziano marcia ancora a passo spedito: nell'export la moda tira l'intero carro, e lo fa con numeri in crescita costante. Negli ultimi due anni le esportazioni delle aziende veneziane sono cresciute del 10% mentre nei primi sei mesi del 2014 si è registrato un +2,5% (la media nazionale si ferma al 1,3%). Ancora migliori, come già accennato, i numeri del settore moda, un comparto da 363 milioni (201 solo per le calzature) che in soli sei mesi è schizzato avanti del 7,4% (le scarpe del 3,8%). Se l'embargo russo spaventa, gli Stati Uniti sono finalmente tornati a crescere, tappando il buco e occupando il 14,2% dell'export complessivo veneziano. Ottimi risultati anche sul fronte alimentare, settore da 220milioni di euro, cresciuto del 15,1%, ma persino nell'ambito dei mezzi di trasporto chem, con 244 milioni di euro esportati (+49,4% sul 2013); grazie alla commessa di venti “Superjet 100” per il Messico, poi, è salito persino il settore “aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi” (+77,8%).

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