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Foto da home Agenzia di sviluppo Venezia

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Agenzia di sviluppo Venezia, «sottoutilizzata». Piro: «Ben vengano proposte»

Interrogazione dei consiglieri Gasparinetti e Tonon sulla Fondazione: «Delle attività svolte non si trova traccia. Mai come ora può essere utile». Il presidente: «Primo esperimento di incoming»

Mai come ora dovrebbe essere una macchina in funzione a pieno regime per rilanciare la città, l'Agenzia di Sviluppo Venezia, secondo i consiglieri comunali Cecilia Tonon e Marco Gasparinetti. Si tratta infatti di una fondazione del Comune, «con l’obiettivo di diventare uno strumento economico e di interfaccia con gli investitori nazionali ed internazionali per valorizzare le risorse del territorio, favorire lo sviluppo dell’imprenditoria locale e attrarre nuovi investimenti e iniziative economiche». È «il primo esperimento di attività di incoming nel settore immobiliare, dall'Italia e dall'estero, operativo di fatto da circa un anno e mezzo», spiega il presidente Beniamino Piro. Ma per i consiglieri, che hanno interrogato il Comune, è uno strumento «sottoutilizzato», di cui «quasi non si trova traccia delle attività svolte nel sito ufficiale, poiché la pagina "portofolio" è desolatamente vuota, come il Documento Unico di Porgrammazione (Dup) 2021 - 2025, che si limita a citarla fra le Fondazioni comunali», scrive Gasparinetti. 

Creata nel 2016 dall'amministrazione per "lo svolgimento delle attività di promozione e l'attrazione di investimenti sull’intero territorio comunale", «appare carente dal sito, che riporta esclusivamente la dicitura: in corso di aggiornamento 9 novembre 2017», afferma Tonon. I progetti, secondo il consigliere del gruppo Terra e Acqua, «sono 5, come appare dalla relazione di bilancio 2019: quello tra gruppo Marzotto e Marriott per la realizzazione di un hotel a cinque stelle agli Alberoni, il progetto del gruppo Zamperla per la realizzazione di un parco attrazioni sull’area ex ferry boat del Lido, il progetto di Cassa depositi e prestiti per l’ex ospedale al Mare, la riqualificazione dell’ex colonia Inps, anch'essa al Lido, come seniorhouse per ex calciatori in collaborazione con la Figc, e il progetto di Th Resorts per l'università del turismo su parte dell’area dell’ex ospedale al Mare».

«Oltre alla compravendita di aree o immobili, l'agenzia dovrebbe, secondo la consigliera del gruppo Venezia è Tua: «progettare e sviluppare azioni di marketing, comunicarle e farle conoscere, diffondere le eccellenze e le opportunità, svolgere attività proattiva verso la riqualificazione territoriale, relazionarsi con le imprese e i settori strategici per rilanciarli, elaborare progetti di reindustrializzazione e di rigenerazione urbana». Per questo chiede a sindaco e assessori al patrimonio e alla promozione territoriale, «cosa sia stato fatto e quali obiettivi siano stati raggiunti, dall'anno della sua costituzione, per portare a Venezia nuove aziende, nazionali ed estere, e in quale funzione la fondazione si differenzi da una vetrina immobiliare». La consigliera chiede anche quali partenariati siano stati attivati per progetti di riqualificazione, ad esempio nelle aree del Vega, dell'Arsenale e del complesso Herion alla Giudecca. «Avrebbero potuto giovarsi della collaborazione con l'Università Ca' Foscari, Confindustria e società di coworking e acceleratori d'impresa».

Gasparinetti ha chiesto anche conto «degli obblighi di trasparenza e diffusione di informazioni», che secondo Piro: «non ci sono per via di un bilancio che è al di sotto dei limiti previsti dalla legge». Quanto alla reindustrializzazione, in particolare nelle aree di crisi complessa di Marghera, secondo il presidente, «dei 4 investitori trovati nessuno ha portato avanti trattative con Syndial, per via dell'incertezza sulle bonifiche. Sviluppiamo - spiega Piro - quelle che sono le indicazioni del socio unico, cioè il Comune, con le risorse che abbiamo, tenendo conto che siamo "in prorogatio", abbiamo una sede a San Marco da neanche un anno, in attesa di capire se saremo riconfermati. In generale abbiamo mantenuto buoni rapporti con tutti i gruppi e io sono aperto ai consigli costruttivi che arrivano dall'esterno. Possono venire a suonare il campanello e noi, come Cda (consiglio di amministrazione), li riceviamo».

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