Nell'area di crisi possono investire anche le piccole e medie attività produttive

Attraverso un abbassamento della soglia minima dell'impegno economico iniziale fino a 400 mila euro per le reti di imprese, in base alle nuove disposizioni del ministero dello Sviluppo

Porto Marghera, archivio

Le aree di crisi industriale complessa, come quella di Porto Marghera, diventano per le imprese ancora più appetibili. Lo scorso 16 gennaio il ministero dello Sviluppo economico, attraverso un abbassamento della soglia minima di investimento e procedure semplificate, ha ampliato il bacino delle attività che possono insediarsi in queste aree anche a quelle di piccola e media dimensione, tipiche del nostro tessuto produttivo. Sono previste anche nuove tipologie di sostegno per favorire la formazione dei lavoratori. "A seguito della pubblicazione della circolare saranno riaperti i bandi e le procedure a sportello chiusi lo scorso 14 novembre 2019, e saranno pubblicati nuovi bandi".

Condizioni

La modifica dello strumento per le aree in crisi porta la soglia dell'investimento, attualmente pari al milione e mezzo come base per proporre la candidatura dell'attività produttiva, a 800 mila euro per la singola impresa e 400 mila nel caso si tratti di una rete di imprese. Rispetto alla progettualità presentata dal ministero al momento su Venezia restano valide le condizioni del bando del 2019. Invitalia è in fase di verifica delle candidature che sono state già presentate secondo le disposizioni precedenti. Anche i finanziamenti rimangono quelli stabiliti prima delle modifiche intervenute quest'anno. Se ci dovessero essere economie rispetto al bando e nuove risorse finanziarie, potrebbero venir applicate le nuove regole permettendo a una platea sicuramente più estesa e dalle caratteristiche dimensionali tipiche del nord est, di approdare a Venezia a presentare progetti di sviluppo industriale. 

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Finanziamenti

La condizione è che si completi la fase istruttoria di Invitalia, legata al bando precedente per cui è stato stanziato l'ammontare di 20 milioni di euro nel 2019. Se dovessero avanzare risorse verrebbero rimesse in circuito probabilmente con le nuove regole, come del resto se arrivassero nuove economie, per favorire reti di imprese. Resta da capire se e quanti finanziamenti vengano messi in gioco anche nelle altre aree di crisi. L'area, che a Venezia comprende anche Murano, rientra in un accordo di programma che vale 3 anni, quindi nuove valutazioni potranno essere fatte sulla base delle nuove regole e delle nuove risorse a partire dal 2020. Una riforma che si aggiunge alla Zls (Zona logistica semplificata), arrivata da poco a Porto Marghera, a rendere ancora più attraente la nostra realtà per il reimpianto industriale e il lavoro.

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