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Martedì, 28 Giugno 2022
Economia Caorle

Jesolo, Ascensione e Corpus Domini boom di prenotazioni. Caorle riflette sul lavoro che manca

«Assenti 4 lavoratori su 10». Sinistra del Veneto Orientale: «Sistema di accoglienza inadeguato e paghe misere. Altre dieci famiglie di lavoratori via da Jesolo verso migliori condizioni in Inghilterra»

I dati sulle presenze turistiche a Jesolo per le prossime festività, l'Ascensione questo fine settimana, la festa della Pentecoste il 6 giugno, con il ponte della festa della Repubblica il 2, e poi il Corpus Domini del 19 giugno, parlano chiaro: secondo le rilevazioni H-Benchmark, riferite alle prenotazioni alberghiere, le presenze attese sono più alte di quelle del 2019.

Le presenze

Già il mese di maggio 2022, riporta "Veneto Orientale Informazione", mostra un'occupazione alberghiera media del 45%, superiore al 36% del 2019; a giugno prenotazioni al 51%, contro il 49% del 2019 e a luglio 47%, contro il 44% pre Covid. «C'è più fiducia», commenta il presidente degli albergatori jesolani (Aja), Alberto Maschio, e le previsioni riaguardo al turismo sulla costa veneta quest'anno generano ottimismo in generale. Qualche nodo da sciogliere resta. Da Rosolina a Bibione sole e caldo hanno portato un anticipo d'estate che ha riempito di prenotazioni le strutture turistiche. Alberghi pronti, spiagge attrezzate. Ma a frenare l'estate della ripartenza post Covid rischia di essere la pesante carenza di personale, osservano i Consulenti del Lavoro di Venezia che hanno promosso l’evento “IncontraLavoro nel turismo” che si svolgerà domani, venerdì 27 maggio, dalle 10 all'azienda agricola Ca' Corniani di Caorle. 

La fame di lavoratori

«Mancano quattro lavoratori su dieci. Domanda e offerta faticano ad incontrarsi. Migliaia le testimonianze di imprenditori che si sono visti rifiutare la proposta di assunzione da persone oggi inoccupate. Camerieri, cuochi, personale di sala, baristi, bagnini, commessi: figure introvabili. Ma gli stagionali di un tempo che a frotte arrivavano per lavorare nelle spiagge del litorale Veneto dove sono finiti?». L’iniziativa di domani è organizzata in collaborazione con Veneto Lavoro e la Conferenza dei sindaci del litorale, preoccupati da questo fenomeno che potrebbe compromettere una buona ripartenza del settore. Oltre al problema della mancanza di personale, emersa in modo eclatante già nel 2021 e che si conferma quest’anno in tutta la sua criticità, il convegno vuole approfondire altri temi connessi al lavoro stagionale: valorizzazione della qualità delle prestazioni, rispetto della legalità e della sicurezza, gestione dei tempi e dell’organizzazione del lavoro. Ci saranno politici, associazioni di categoria e sindacali e i principali stakeholder del settore con l’intento di avviare un percorso comune per una una prospettiva concreta di futuro per il turismo delle spiagge venete. 

La critica 

Su lavoro stagionale e reddito di cittadinanza prendono posizione Salvatore Esposito di Rifondazione Comunista Jesolo e Veneto orientale, Fernando Lazzaretto di Sinistra Italiana e Gianfranco Ambrosin, Articolo 1 LeU. «C'è una campagna di forze politiche e associazioni di categoria che ha come bersaglio il reddito di cittadinanza. È bene chiarire subito un punto - scrivono - questa misura non ha carattere individuale ma è rivolta alle famiglie e la media del contributo è di 500 euro al mese. Che questo basti a fare vivere dignitosamente una famiglia è una bestialità insopportabile. Altre 10 famiglie di lavoratori provenienti dal Bangladesh che vivevano a Jesolo da alcuni decenni, sono andate via trasferendosi in via definitiva in Inghilterra. Uno dei lavoratori era occupato in un centralissimo pub ed era anche uno dei responsabili dell'associazione dei bengalesi in zona. Le motivazioni sono tanto semplici quanto esemplificative di un sistema che oggi mostra tutti i suoi limiti e mette in luce le contraddizioni del sistema dell'accoglienza. In Inghilterra hanno trovato periodi lavorativi più lunghi, paghe migliori, sistema sanitario, scolastico e assistenziale migliore di quello nostrano - affermano Esposito, Lazzaretto e Ambrosin -. Oggi gli imprenditori fanno i conti con la mancanza di manodopera, nessuno fa una seria analisi sul sistema di accoglienza. Taluni faticano a capire che o si cambia il tipo di società o le attività si troveranno sempre più a fare i conti con le inevitabili conseguenze  di un sistema arcaico di non rispetto dei lavoratori. Dare paghe misere che non riescono a coprire nemmeno le spese dell'affitto a Jesolo nel periodo estivo e anche invernale, vuol dire avere queste conseguenze».


 

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