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Allarme cassa integrazione per l'artigianato, per il 2013 dimezzati i fondi

Il presidente di Confartigianato Veneto, Giuseppe Sbalchiero, ha osservato che "la realtà delle piccole imprese e dell'artigianato è un punto centrale dell'economia regionale"

"Per troppo tempo abbiamo tagliato la grande polenta rappresentata dalla nostra terra, non con il filo ma uno spago, lacerando il tessuto". Ha usato questa metafora l'attore Marco Paolini per 'raccontare', attraverso un video il Veneto, agli Stati Generali di Confartigianato del Veneto, presente il presidente della Regione, Luca Zaia, che ha accolto la provocazione. "Sicuramente - ha detto Zaia - dobbiamo rimettere mano al nostro territorio in termini di recupero, di riabilitazione. Forse sarebbe utile una moratoria edilizia: bloccare il nuovo per favorire il vecchio, restaurato naturalmente". Il presidente dopo aver evocato "la liberazione" del Veneto", ha lasciato la parola agli altri ospiti, tra cui gli assessori regionali Renato Chisso, Roberto Ciambetti, Maria Luisa Coppola, Marino Zorzato ed Elena Donazzan (la quale tra l'altro ha comunicato che nel 2013 i fondi governativi per la Cig in deroga, cioé quella che riguarda anche l'artigianato, sono solo la metà di quelli necessari). 

 
Il presidente di Confartigianato Veneto, Giuseppe Sbalchiero, ha osservato che "la realtà delle piccole imprese e dell' artigianato è un punto centrale dell'economia regionale" ed ha chiesto che "é necessario rimuovere alcuni ostacoli che talora paiono insuperabile, come l'eccessivo costo del lavoro, l'elevato prezzo che paghiamo per alcune risorse fondamentali come l'energia, una fiscalità che ormai ha raggiunto livelli insostenibili e in fine, ma non certo da ultimo, il peso insopportabile della burocrazia. Il Veneto è la 40/a economia mondiale per Pil prodotto che, tra il 1995 ed il 2013, è cresciuto del 6,6% in più della media nazionale. Il Veneto inoltre è la 7/a regione UE per numero di imprenditori e autonomi (459.600). Il 'gap' di pressione fiscale rispetto alla media Ue costa 1.005 euro per cittadino; il calo della spesa per beni e opere immobiliari ha fatto perdere 8.356 occupati in meno nell'edilizia. Lo spread Veneto-Germania: 473 milioni di extra costo per imprese venete su acceso al credito, pari allo 0,3% del Pil. Il manifatturiero e il made in Italy hanno sostenuto l'occupazione nella regione dove, nel 2011, sono stati creati 27.000 posti di lavoro. Nel biennio 2011-2012 l'export veneto è cresciuto in volume del 22% a fronte del +8,7% della produzione.
(ANSA)

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