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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

Annuncio (falso) di lavoro, si presentano in 100 alla Fondazione Bevilacqua La Masa

Attratti da una serie di falsi annunci apparsi su internet si sono presentati tanti italiani, ma anche stranieri, tra i quali badanti, trasportatori, colf e manovali, giunti da Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia

Oltre un centinaio di persone in cerca di lavoro si sono presentate alla Fondazione Bevilacqua La Masa, a Venezia, attratti da una serie di falsi annunci apparsi su internet e dei quali la Fondazione culturale era totalmente all'oscuro. Alla Fondazione, che opera nel settore dell'arte e della promozione di giovani artisti, si sono presentati tanti italiani, ma anche stranieri, tra i quali badanti, trasportatori, colf e manovali. In internet, su siti specializzati, era apparsa la falsa offerta di lavoro con tanto di orario ed indirizzo per la selezione che avrebbe dovuto tenersi in una delle sedi della Fondazione, sotto le Procuratie in Piazza San Marco, proprio dove c'é uno spazio espositivo. I dirigenti della Fondazione si sono trovati così a dover spiegare che non c'era alcuna selezione per posti di lavori, anche attraverso l'affissione di un apposito cartello, e nel contempo hanno provveduto a presentare un esposto-denuncia contro ignoti alla Questura. A rendere ancor più plausibile la necessità di personale potrebbe essere stato il fatto che la Bevilacqua La Masa in questi giorni è impegnata nella raccolta delle opere dei giovani che partecipano alla 96esima Collettiva Giovani Artisti.

 
 
La Fondazione Bevilacqua La Masa, in una nota, ha stigmatizzato "come incivile e priva di senso morale" l'azione compiuta via web ai danni di chi ha creduto agli annunci e alla stessa Fondazione. Questo perché "nella contingenza attuale, in cui trovare un lavoro è cosa ambita e difficile". "La Fondazione Bevilacqua La Masa - aggiungono i responsabili - che ha già sporto una denuncia contro ignoti, farà di tutto per capire chi siano i responsabili con l'aiuto delle forze dell'ordine". A giungere a Venezia sono stati in particolare persone che rispondevano alle tipologie professionali segnalate su internet. Per lo più erano veneti ma anche uomini e donne sono giunti da Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia. In particolare un giovane giunto da Mantova si era fatto prestare i soldi del biglietto del treno nella speranza di trovare occupazione. Oltre alla Fondazione, denunce sono state presentate alla polizia anche da alcune delle persone che speravano di trovare lavoro.
(ANSA)

 

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