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"A Roma 18 miliardi all'anno: pressione fiscale esagerata, la politica ascolti le imprese"

Assemblea di Apindustria Venezia. "Fare squadra verso il 22 ottobre, data del referendum per l'autonomia del Veneto". Il presidente Palasgo: "Territorio ancora in profonda crisi"

Per lo sviluppo serve compattare l'imprenditoria veneta attorno a una propria identità e ritornare al lavoro "nel territorio per il territorio". Puntando al recupero di almeno una parte di quei 18 miliardi di residuo fiscale che ogni anno dal Veneto vanno a Roma. "Una cifra insostenibile", secondo il presidente di Apindustria, Ivan Palasgo: "Il territorio è ancora in profonda crisi - riferisce nel corso dell'assemblea di giovedì - Mancano liquidità e i cittadini non possono soddisfare i propri bisogni. La politica non è in grado di capire i nostri appelli. Noi imponiamo alla politica di assumere una certa linea, di intraprendere un rinnovamento totale del modo di concepire l'economia: non più speculazioni finanziarie, ma il lavoro dell'uomo per l'uomo".

Le imprese di Apindustria Venezia si sono riunite in assemblea generale a Mestre, alla presenza dei vertici di Apindustria Venezia, Confapi Veneto, enti e istituzioni locali. Dopo la relazione di Palasgo si è aperta la tavola rotonda “Le traiettorie per lo sviluppo economico del territorio”, a cui sono intervenuti anche il presidente nazionale di Confapi Maurizio Casasco e il vicepresidente regionale Gianluca Forcolin. Il confronto ha toccato diversi temi caldi come quello del dialogo tra il mondo imprenditoriale e il governo, la fiscalità, l’accesso al credito, il valore del ruolo sociale dell’imprenditore e la necessità del suo intervento nei processi di cambiamento. In platea erano presenti il presidente del porto, Pino Musolino, il presidente di Fondo Dirigenti PMI, Piero Masoero, i delegati sindacali di Fim-Cisl e Ugl e i rappresentanti dei comuni di Venezia.

Forcolin ha parlato di una "giornata importante in cui sono stati trattati i temi delle difficoltà delle piccole e medie imprese sull'occupazione, costo del lavoro, burocrazia, pressione fiscale. Serve una politica che sappia ascoltare e agire di conseguenza. E poi una lobby territoriale verso la data dell'autonomia del Veneto, il 22 ottobre. Chiediamo con forza quello che è già nostro: si pensi a cosa si potrebbe fare con il residuo fiscale di 18 miliardi di euro per il mondo delle partite iva, dell'economia. Crediti d'imposta, aiuti infrastrutturali, lancio degli investimenti bloccati dai balzelli statali. Ma è fondamentale fare squadra".

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