Venerdì, 18 Giugno 2021
Economia

Bibione "capitale" delle vacanze in appartamento. Lo studio: «Trend in aumento»

Secondo la Fondazione Think Tank, la spesa dei turisti nelle spiagge dell'Alto Adriatico per le vacanze in appartamento è di 400 milioni di euro

Già nell’estate 2020 si è registrato un rinnovato interesse per la vacanza in appartamento, anche in conseguenza della pandemia che ha generato una maggiore richiesta di soluzioni di villeggiatura più spaziose e indipendenti. Secondo le previsioni della Fondazione Think Tank Nord Est, anche l’estate 2021 dovrebbe seguire dinamiche simili: uno studio realizzato in collaborazione con ABIT, l'associazione delle agenzie immobiliari turistiche di Bibione, analizza il potenziale a disposizione dei turisti nelle spiagge dell’Alto Adriatico e rivela numeri significativi.

Appartamenti vacanze

Da Bibione a Sottomarina, secondo i dati ufficiali, ci sono oltre 143 mila posti letto in alloggi privati, pari al 42% di tutta l’offerta ricettiva del litorale. La metà dell’offerta di appartamenti e case vacanza si trova a Bibione, con oltre 71 mila posti letto; Caorle in questa categoria ha 29 mila posti letto, Jesolo circa 25.400. Seguono a Chioggia (circa 8.300), Eraclea (poco più di 5 mila) e Cavallino (meno di 4 mila). Appartamenti e case vacanza sono prevalenti a Bibione, dove rappresentano il 73,1% dell’offerta di posti letto, ma anche ad Eraclea (54,5%). Consistente la quota di alloggi privati anche a Caorle (45,8%), Jesolo (36,2%) e Chioggia (29,2%). Sono invece residuali a Cavallino (5,6%), contraddistinta soprattutto dall’offerta di camping.

Nel 2020, il movimento turistico negli alloggi privati ha subito un calo meno marcato rispetto alle altre tipologie ricettive: nelle spiagge dell’Alto Adriatico la flessione è stata del -43,8%, contro il -45,5% degli alberghi e il -47,9% di campeggi e villaggi turistici. Da Bibione a Sottomarina, i pernottamenti in appartamenti e case vacanza sono stati più di 3 milioni e mezzo nel 2020, pari a quasi il 28% del totale. Prima della pandemia, le presenze turistiche negli alloggi privati erano ben 6,3 milioni.

L’impatto economico

In media per le vacanze in appartamento i turisti spendono circa 65 euro al giorno, generando un impatto diretto in termini di spesa pari a circa 401 milioni di euro in tutto l'Alto Adriatico. Questo valore, distribuito in un insieme eterogeneo di tipologie di consumo (ricettività, servizi di spiaggia, bar e ristoranti, shopping e intrattenimento, trasporti), può arrivare a 841 milioni di euro se si considerano anche gli effetti indiretti, determinando un beneficio sul territorio per molti settori.

«La vacanza in appartamento è un’importante peculiarità dell’offerta dell’Alto Adriatico - spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est e del Distretto Turistico Venezia Orientale - ma per continuare ad offrire soluzioni efficaci serve stimolare la riqualificazione del patrimonio immobiliare e favorire l’immissione delle seconde case nel mercato della locazione turistica. In questa prospettiva - propone Ferrarelli - si potrebbero introdurre contributi a fondo perduto o incentivi fiscali».

«La richiesta di sicurezza, determinata dalla pandemia, spinge i turisti a cercare soluzioni indipendenti e con meno promiscuità - spiega Maria Santorso, presidente ABIT - facendo così aumentare la richiesta di case e appartamenti per vacanza. E’ quindi paradossale, ad esempio, che il bonus vacanze non si possa utilizzare per i soggiorni in abitazioni locate dalle agenzie immobiliari turistiche. Ci auguriamo che il nuovo ministro del Turismo - conclude Santorso - consideri da subito le agenzie una componente fondamentale dell’offerta turistica del Paese».

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